M5S, Lega e Tria, le tre entità che frullano al Mef

Reddito di inclusione e platea allargata

Per noi è imprescindibile, ma mi dispiace che si sia detto in queste ore che c'è una sorta di rottura tra noi e il ministro Tria. Tra i tanti il ministro per il Meridione Barbara Lezzi (M5S) aveva detto che il governo entrerà in crisi se la manovra non includerà il reddito minimo. Se Tria riuscità a trovare le coperture si arriverà al massimo a 5 miliardi di euro che finiranno ad un milione e mezzo di italiani che si trovano in condizioni di disagio.

Dice ancora Lezzi che la legge di Bilancio prevederà "la decontribuzione al 100% per i disoccupati del Mezzogiorno". Potrebbe essere dunque stabilito un reddito più basso come requisito per l'accesso al reddito di cittadinanza, con l'assegno destinato a chi vive in condizioni di povertà assoluta e non di povertà relativa. Parole simili a quelle pronunciate solo ieri da Luigi Di Maio: "Se il reddito di cittadinanza non c'è, è un grande problema per questo governo. Sicuramente il nostro obiettivo è mantenere i conti in ordine", sottolinea.

Il reddito di cittadinanza rappresenta il punto centrale del programma elettorale del Movimento 5 Stelle [VIDEO], una forma di sostegno irrinunciabile nella manovra di questo autunno. Intanto dal ministero dell'Economia smentiscono le indiscrezioni apparse oggi sulla stampa su possibili dimissioni del ministro Giovanni Tria. Lo spread torna a salire dopo che si era invece fermato per le riassicurazioni del Mef in merito ai costi "sotto margini Ue" della prossima Legge di Bilancio: Conte e lo stesso Di Maio rassicurano, "Avanti determinati sul reddito, ma nessuna richiesta di dimissioni di nessun" ma il problema c'è eccome. "Si parla di assalto al ministro di due fazioni, invece i due partiti di maggioranza stanno lavorando con il ministro", spiega a Radio Anch'io stamane Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e leghista. Le spese appena rivendicate dal ministro del Lavoro, delle Politiche sociali e dello sviluppo economico servirebbero per far partire centri per l'impiego e pensione di cittadinanza da gennaio, per poi dare inizio all'erogazione della misura (il reddito di cittadinanza) da maggio, il cui costo sarebbe stimato in circa 5/6 miliardi di euro per gli otto mesi del 2019.

Correlati:

Commenti


Altre notizie