Istat: produzione industriale in calo a luglio (Report)

Le industrie abbassano la testa: primo calo della produzione dal 2016

Un altro dato interessante è che nel trimestre maggio-luglio, la produzione è diminuita dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Dopo il tonfo superiore alle attese in luglio, Prometeia ritiene che il terzo trimestre si chiuderà con una contrazione congiunturale di 0,9% della produzione industriale, che accentuerà il trend decrescente del primo semestre. A livello di attività economica, la variazione tendenziale resta positiva per l'attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari (+1,3%).

La fabbricazione di coke, prodotti petroliferi raffinati è stato il settore che è andato peggio, registrando una flessione su base tendenziale del 6,4%, seguito dalla industria del legno, della carta e della stampa con una flessione del 5,8%. Nei primi sette mesi la produzione era cresciuta del 2% su base annua. Brusca discesa per la produzione industriale, che registra il risultato peggiore da oltre tre anni.

Tuttavia come riporta l'Istat i progressi sono dovuti interamente ai contratti a termine, aumentati di 390 mila unità rispetto ad un anno prima, pari al più 14,2 per cento, mentre i contratti a tempo indeterminato sono calati di 33 mila unità, meno 0,2 per cento.

"Il secondo trimestre 2018 - commenta l'Istat - si caratterizza per un deciso aumento dell'occupazione rispetto al trimestre precedente, in un contesto di diminuzione della disoccupazione e dell'inattività". In misura più contenuta diminuisce l'energia (-0,8%). Nel secondo trimestre, dice ancora l'Istat, l'incidenza dei lavoratori dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge il 17%. Nel confronto tendenziale, per il quinto trimestre prosegue - con minore intensità - la diminuzione dei disoccupati (-34 mila in un anno, -1,2%) che riguarda soltanto il Mezzogiorno. Soprattutto se a tutto questo si aggiunge la frenata registrata ultimamente dei consumi (le vendite al dettaglio sono in calo sia su base mensile sia su base annua).

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