Banca Carige: arriva l'affondo di Malacalza che sale al 27,55% del capitale

Banca Carige: arriva l'affondo di Malacalza che sale al 27,55% del capitale

Malacalza Investimenti è salita al 27,55% del capitale di Banca Carige e si riserva di valutare nei prossimi sei mesi l'opportunità di incrementare ulteriormente la propria partecipazione restando sotto la soglia del 30%.

I fondi di investimento si sfilano dalla battaglia per Carige a pochi giorni dall'assemblea degli azionisti chiamata a nominare il nuovo consiglio di amministrazione.

Solo la scorsa settimana proprio da Malacalza è arrivata la richiesta di non ammissione della lista capeggiata da Raffaele Mincione.

"Gli sviluppi della vicenda Carige sono all'attenzione della Consob, i cui uffici hanno in corso tutti gli accertamenti del caso anche alla luce delle segnalazioni pervenute", hanno fatto sapere ambienti vicini alla Commissione: se Malacalza, come anticipato questa mattina dal Secolo XIX, ha criticato alcune dichiarazioni di Mincione, ritenute "fuorvianti", l'esposto contro la holding dell'imprenditore mette in relazione le comunicazioni effettuate da Malacalza con le forti oscillazioni del titolo Carige in Borsa e chiede di accettare se in tali comportamenti siano rinvenibili possibili manipolazioni di mercato adottando, in caso affermativo, tutte le iniziative ritenute necessarie. La Malacalza Investimenti ha depositato una quota di quasi il 28% mentre il patto promosso da Mincione e sostenuto da Gabriele Volpi e Aldo Spinelli è vicino al 15,2%, un livello che non tiene, però, conto del sostegno che potrebbe ricevere durante la riunione da investitori istituzionali e fondi.

"L'incremento della partecipazione è stato finanziato mediante prestiti infruttiferi concessi ai soci del dichiarante, in proporzione alla rispettiva partecipazione nel capitale sociale del dichiarante stesso".
Una frammentazione del voto favorirebbe indirettamente il mantenimento dello status quo e renderebbe più probabile l'uscita di scena dell'amministratore delegato Paolo Fiorentino, entrato in rotta di collisione come già i suoi due predecessori con Vittorio Malacalza.

Correlati:

Commenti


Altre notizie