Salvini: con i migranti si diffonde tubercolosi. Prefettura: no rischi

Allarme Tbc, Ciambetti: «Un immigrato malato è fuggito dalla struttura»

"La tubercolosi - ha scritto - è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di disastri e di invasioni senza regole e senza controlli".

L'articolo condiviso da Salvini si riferisce alle parole di Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, intervenuto sulla vicenda riguardante i casi di tubercolosi (Tbc) che interessano anche la provincia di Vicenza. Salvini ha parlato di un immigrato malato e in fuga che, con buona probabilità, è persino inconsapevole della sua condizione. Lo scrive in un post su Facebook il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini.

A smentire le parole del presidente Ciambetti e del ministro Salvini è Maurizio Marceca, presidente della Società italiana di medicina delle migrazioni. Dunque, il fatto che un potenziale veicolo infettivo oggi si trovi per le strade e tra la gente rappresenta un dato che allarma un po' i residenti ed allo stesso tempo impone delle riflessioni su come improntare delle politiche che possano [VIDEO], eventualmente, tutelare la popolazione. "Bisogna trattare questo tipo di tematiche con molto senso di responsabilità, perché quando si parla di tbc si rischia di creare allarme, anche laddove un allarme non esiste". "Abbiamo a disposizioni strumenti scientifici come le Linee guida dell'Istituto superiore di sanità per il controllo delle tubercolosi tra gli immigrati in Italia, pubblicate nel 2018, e abbiamo un Servizio sanitario nazionale capace". "Ce l'ho messa e ce la metterò tutta per invertire la rotta".

Il direttore del dipartimento Malattie Infettive del Policlinico Gemelli di Roma, Roberto Cauda spiega che "non assistiamo in questo momento ad un aumento dei casi, almeno in Italia". La Tbc, prosegue, "si manifesta anche a distanza di anni dal momento in cui una persona viene infettata, quindi il problema è estremamente complesso. Non può essere attribuito a un unico fattore".

Dopo quella dei medici, è arrivata anche la rassicurazione della Prefettura. Resta pur vero che mancano ancora le statistiche degli ultimi mesi (i dati per ora si fermano al 2016) e che sono possibili più interpretazioni dei dati ministeriali, ma le serie storiche suggeriscono che il trend evolva in maniera abbastanza regolare di anno in anno. "Il protocollo è stato rispettato come da normativa", ha detto il viceprefetto vicario di Vicenza Lucio Parente riferendosi al migrante che si è allontanato da Sandrigo. "Sotto l'aspetto sanitario non c'è nulla da temere". Lo straniero era ospite dall'ex hotel Virginia, una struttura di accoglienza che ospita un numero di immigrati compreso tra le 30 e le 40 unità.

Gli esperti assicurano però che in Italia non c'è alcun allarme tubercolosi legato agli immigrati.

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