Draghi: "Le parole del governo italiano hanno fatto danni"

Bce, Draghi: le parole del governo italiano hanno creato danni

Le parole di Draghi non fanno altro che alimentare questo clima di difficoltà: una sorta di quiete prima della tempesta per l'economia italiana.

Questi argomenti, potrebbero essere oggetto di domande nella conferenza stampa del presidente Mario Draghi che terrà domani 13 settembre a Francoforte alle 14,30. Vengono limate le stime sulla crescita dell'Eurozona, ma l'istituto guidato da Mario Draghi vede una ripresa "solida e diffusa", una "convergenza" dell'inflazione verso i target che necessita però ancora di "un ampio accomodamento monetario", un progresso sostanziale del mercato del lavoro.

DRAGHI SULL'ITALIA, COMPITO BCE NON È GARANTIRE I GOVERNI - Il mandato della Bce è la stabilità dei prezzi e il Qe è uno degli strumenti con cui lo perseguiamo. "Purtroppo abbiamo visto che le parole hanno fatto alcuni danni, i tassi sono saliti, per le famiglie e le imprese" anche se "tutto ciò non ha contagiato granché altri paesi dell'Eurozona, rimane un episodio principalmente italiano". In passato ci è stato chiesto perchè abbiamo fatto ricorso a tassi di interessi negativi sottraendo rendimenti agli investitori. La stoccata a Salvini e all'idea che ci siano i vincoli europei dietro il ritardo infrastrutturale che ha causato il crollo del ponte a Genova arriva quando Moscovici ricorda che rilanciare gli investimenti col deficit "è una bugia".

In Italia da parte degli esponenti di governo "negli ultimi due mesi le affermazioni sono cambiate" più volte, "ora aspettiamo fatti, che sono la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare". Draghi invita anche a "considerare che sia il premier italiano, sia i ministri delle Finanze e degli Esteri hanno detto tutti che l'Italia rispetterà le regole" europee sui conti pubblici. A giugno gli esperti della Bce avevano previsto una crescita del pil del 2,1% nel 2018, dell'1,9% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020. E Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari economici, che definisce l'Italia "problema" per l'Eurozona, con parole sui "piccoli Mussolini" populisti in Europa che innescano una replica durissima dai vicepremier Luigi Di Maio ("non si devono permettere") e Matteo Salvini ("si sciacqui la bocca"). "La costituzione di un cuscinetto fiscale è particolarmente importante nei Paesi in cui il debito è alto e l'adesione al Patto di stabilità e crescita è cruciale".

Correlati:

Commenti