Starbucks sfida il caffè italiano

Le prime foto del nuovo Starbucks a Milano

Il negozio si trova nel palazzo che in precedenza era sede degli uffici delle Poste e occupa una superficie di 2.300 metri quadrati, che ne fanno lo Starbucks più grande d'Europa. "Si tratta di tariffe senza dubbio fuori mercato, che possono rappresentare un danno per gli utenti italiani che vogliono provare l'esperienza di consumare un caffè da Starbucks, e devono sottostare a listini decisamente elevati", è la posizione dell'associazione, "pertanto abbiamo deciso di presentare un esposto all'Antitrust affinché verifichi la correttezza della pratica commerciale posta in essere". Lo stesso dehors, pur pregevole, non fa tanto Starbucks.

In tutto sono 300 i dipendenti del nuovo locale.

"Bene l'apertura di Starbucks, siamo sempre per una maggiore concorrenza". C'è una difficoltà culturale da parte degli imprenditori, come dice Fabiano Schivardi, a uscire dalla dimensione familiare, ad aprirsi ai capitali esterni e ai manager, che offrono le risorse e le competenze per fare il salto di qualità, perché prevale la paura di perdere il controllo e la gestione dell'impresa (anche se proprio nel settore del caffè il gruppo Lavazza sta cercando di conquistarsi un ruolo internazionale). "Nella nuova roastery che aprirà le porte domani (oggi ndr) alle 9 si potranno bere 115 bevande a base di caffè, pane pizzette e tiramisù di Princi, è un gigantesco inno al Made in Italy targato però Starbucks, la catena americana di coffee shop più famosa al mondo".

Nella città che in certe zone propone tristissimi aperitivi da 16 euro a cranio nulla dovrebbe sorprendere, ma il vero confronto è con il caffè ristrettissimo e bruciacchiato a un euro bevuto di corsa in un baraccio cinese mentre da Starbucks viene venduto un mondo, un immaginario. Che può non piacere, ma non è certo imposto. Se no bisognerebbe pagare 10 euro le borse di Prada o 3 euro le Nike, pensando ai costi di produzione e non al contenuto immateriale di un prodotto. Ed ecco la conclusione.

Starbucks sfida il caffè italiano e 57mila bar in tutta Italia. Sono scelte personali. Ci dà più fastidio vivere in un paese con una pressione fiscale reale del 48,3%.

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