Unicredit, dalla Turchia un colpo da ko

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Cosa che puntualmente in queste ore sta avvenendo.

Sembra inoltre che Unicredit sia una delle banche europee più a rischio nel caso di crack assieme a BBVA e BNP Paribas (pure in forte calo sulle rispettive Borse, ossia Madrid e Parigi).

Complessivamente gli istituti italiani hanno un'esposizione pari a 16,9 miliardi di dollari, quelli francesi sono esposti per 38,38 miliardi, le banche tedesche per 17,4 miliardi e quelle spagnole per ben 82,29 miliardi di dollari.

Yapi Credi è una banca molto buona e l'investimento in Turchia è di lungo termine, aveva aggiunto il Ceo Jean Pierre Mustier.

Era il timore della Bce: la crisi della lira turca, dovuta alle tensioni fra Istanbul e Washington, mette sotto pressione, fra le altre, le banche italiane.

Alle 10,30 UniCredit perde 3,24% a 13,99 euro. Nel 2018 la crescita del Pil è prevista al 4,3%, scrive Unicredit, l'inflazione rimane vicina al 10% e il deficit della bilancia commerciale ben al di sopra del 6% del pil.

In Turchia Unicredit è presente con Yapi Kredi, quarta banca privata con 788 sportelli e 365,1 miliardi di asset, espressi in lire turche (circa 53 miliardi di euro).La banca è controllata da Koc Financial Services (Kfs) con l'81,9% e Kfs a sua volta è una joint venture al 50% tra Koc Group e Unicredit.

Il contributo di Yapi è salito nel trimestre del 28% annuo a cambi costanti, percentuale che scende a -3,4% se si tiene conto della svalutazione della lira turca.

(Teleborsa) - Sempre più drammatica la giornata borsistica di Unicredit, a picco e sui minimi a Piazza Affari con una discesa del 5,81% a 13,62 euro.

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