Crisi lira turca, un problema che ha radici lontane e profonde

In Turchia è caos lira ai minimi storici obbligazionario oscilla

I primi a essere stati colpiti sono i mercati emergenti: il rand sudafricano, il peso argentino e il rublo russo hanno perso tra l'1,5 e il 3,5 per cento.

Il leader turco non ha esitazioni nel parlare di una "guerra economica" che la Turchia non perderà.

I dubbi ora riguardano proprio la strategia che applicherà Erdogan. L'agitazione dei mercati europei è in buona parte dovuta ai dubbi sulle capacità di leadership di Erdogan in questo momento. "Il mio governo ha ripetutamente condiviso le preoccupazioni con i funzionari americani sulla loro decisione ma sfortunatamente le nostre parole sono cadute nel vuoto e le armi americane sono state utilizzate per colpire civili e membri delle nostre forze di sicurezza in Siria, Iraq e Turchia".

In risposta ai timori delle Borse riguardanti l'economia turca, è intervenuto il ministro delle Finanze, genero di Erdogan, secondo il quale l'inflazione verrà dimezzata entro il 2020. Anche i dicasteri economici sono stati posti sotto stretto controllo del presidente aumentando così i timori degli investitori.

(Teleborsa) - Nuovo avvertimento del Presidente turco Recep Tayyp Erdogan agli Stati Uniti: "Basta con la tendenza all'unilateralismo e alla mancanza di rispetto o saremo costretti a cercare nuovi amici e alleati".

Secondo quanto riporta il Ft, nel frattempo, la Bce sta monitorando alcune tra le principali banche europee, in particolare qulle più esposte come la spagnola Bbva, l'italiana Unicredit e la francese Bnp Paribas, che hanno tutte "operazioni significative" in Turchia. Il governo statunitense ha definito false e assurde le accuse nei suoi confronti, ma ha comunque offerto condizioni molto vantaggiose in cambio della liberazione dell'uomo. Da 50 anni è in Turchia anche Pirelli, che ha concentrato la produzione nello stabilimento di Izmit, a 100 chilometri da Instanbul, costato 170 milioni di euro di investimenti negli ultimi anni, la produzione di due milioni di pneumatici industriali l'anno destinati ai mercati di Europa, Medio Oriente e Africa.

Erdogan elenca quindi un serie di offese subite da Ankara negli ultimi anni dall'amministrazione Usa: dalla richiesta, mai soddisfatta, di estradare l'imam in esilio negli Usa Fethullah Gulen, ritenuto responsabile del fallito golpe in Turchia del luglio 2016, il sostegno alle milizie curdo siriane del Pyd e Ypg, gruppo armato ritenuto responsabile della morte di migliaia di cittadini turchi dal 1984 e designato come gruppo terrorista dagli Stati Uniti. Non l'hanno fatto. La reazione degli Stati Uniti è stata ben lontana dall'essere soddisfacente.

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