Ostia, testata di Spada diventa uno spot per il Municipio: è polemica

In uno spot del Comune di Roma, trasmesso da RomaRadio, in onda in tutte le stazioni della metropolitana, vengono pubblicizzati gli eventi in programma nella Capitale, con un riferimento ironico alla testata ricevuta dal giornalista della trasmissione "Nemo".

"Ma che voi? Oh, mo' t'a do' 'na capocciata", replica l'attore della pubblicità. Nella conclusione, il riferimento è nuovamente esplicito: "Maggiori informazioni sul sito del X Municipio".

Corre ai ripari Giuliana Di Pillo, presidente M5S del X Municipio che difende lo spot approvato dalla sua giunta: "Con questo spot che promuove le iniziative, come da bando, approntate per l'estate del Municipio X, non avevamo alcuna intenzione di sminuire un episodio gravissimo verificatosi sul nostro territorio, né tanto meno quanto subito dalla vittima dell'aggressione Piuttosto, ribaltare l'immagine negativa emersa a livello nazionale e mettere in evidenza quanto di buono si sta tentando di fare da parte di questa Amministrazione; di quanto impegno ogni giorno mettiamo per rilanciare il nome di Ostia e del suo immenso territorio nel quale risiedono brave persone". È stata una battuta su quello che è successo qualche mese fa. "Ma poiché mi rendo conto che coloro a cui non è piaciuto si sono sentiti addirittura toccati e magari offesi, tra le due scelte ho deciso di tutelare coloro che si sentono offesi". Hanno elogiato l'ironia del testo, che era risultato molto simpatico, nello spirito dell'estate romana.

"Sinceramente io non riesco a vedere altro che autoironia nello spot", conclude Avaro.

Nell'interrogazione presentata dalla consigliera Masi si chiede chi abbia autorizzato lo spot e quanto sia costato al Municipio. "Allo stesso tempo, non sono accettabili le strumentalizzazioni da parte di chi per una vita non ha fatto nulla contro la malavita e ha lasciato che le famiglie criminali prosperassero in quel territorio". Non capisco queste polemiche, non si pone mai l'accento ad esempio su tanti film di violenza girati proprio qui in questo territorio negli ultimi anni. "Si è fatto pagare semplicemente la sala, le sue spese, per un costo di 700 euro iva compresa". Dopo la gaffe della pubblicità del mare di Roma sullo squallore di una banchina del Tevere anziché a Ostia, la giunta 5 Stelle assesta un altro colpo all'immagine di Ostia.

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