Cina imporrà ulteriori dazi su 16 miliardi di dollari di merci Usa

Darley Shen  Reuters

Pechino vorrebbe evitare tensioni commerciali con Washington, è comunque preparata ad affrontare i tentativi di "schiacciare la sovranità economica della Cina", cercando di "costringere il paese asiatico a diventare un vassallo economica degli Stati Uniti", si legge sul quotidiano statale cinese Global Times in un articolo pubblicato sabato scorso.

Ultimamente, il presidente ha calcato la mano sul suo successo in questo ambito, annunciando che le sue politiche sui dazi (non solo alla Cina, ma anche quelli su acciaio e alluminio che hanno colpito l'Ue, dunque) hanno ridotto di 52 miliardi di dollari quell'enorme sbilancio commerciale, nel confronto sul secondo trimestre di quest'anno. In tutto un conto da 50 miliardi.

'Se l'azienda americana vuole guadagnare bene in Cina, deve distribuire quanto guadagna alla popolazione cinese', affermano da Pechino proprio riferendosi al colosso a stelle e strisce quotato a Wall Street, ed aggiungendo che, nonostante il conflitto commerciale in corso tra i due Paesi, 'la Cina non vuole chiudere le sue porte ad Apple'. Tartasse le auto, le moto, il petrolio, ma pure il carbone, nonché i rottami ferrosi importati dagli States. Nel frattempo la settimana scorsa il governo Trump ha confermato di stare studiando un rialzo al 25% dal 10% di altri dazi su 200 miliardi di importazioni cinesi. E il Pechino? Non si ferma: reagirà con una mossa di identico peso a qualsiasi azione della Casa Bianca.

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