Sesso tra uomo e piante all’orto botanico di Palermo, è polemica

Scene di sesso con le piante

Tutto ciò è bastato per scatenare una vera e propria polemica e sfilza di commenti sui social network e nello specifico su Facebook, dove sono dovuti intervenire anche alcuni esponenti politici che stigmatizzano la possibilità che il video possa essere visto anche dai bambini e chiedono che questa opera venga rimossa nel più breve tempo possibile. L'opera, dell'artista cinese Zheng Bo dal titolo "Pteridophilia" è stata sistemata nell'orto botanico di Palermo nell'ambito della manifestazione internazionale d'arte "Manifesta" in cui si vedono scene di sesso tra l'uomo e le piante. L'opera installata all'Orto Botanico di Palermo in occasione di Manifesta 12 - la biennale di arte contemporanea che si svolge nella città di Palermo - riprende sette giovani asiatici che camminano in una foresta di Taiwan "stabilendo un contatto intimo con delle felci".

Il video, a onor di cronaca, reca non molto distante un cartello con la spiegazione dell'opera e un cartello in italiano e in inglese con scritto "Attenzione: contenuto non adatto ai minori di 16 anni". "Schicchi fa sapere che al momento 'l'installazione è spenta" e che si trova 'in un'area non immediatamente visibile". "Il video va rimosso". L'accordo individua lo Skal Palermo come capofila dei Club italiani e quindi ambassador nei confronti di tutti gli operatori turistici professionali aderenti a Skal International nel mondo. Riguardo alla collocazione della video installazione all'Orto Botanico, si è già provveduto a inibire l'audio per i soli visitatori dotati di cuffie e a segnalare chiaramente che il contenuto non è adatto ai minori di 16 anni. Intanto anche i politici locali hanno cominciato a farsi sentire, a partire dai consiglieri comunali della commissione Affari legali, Sabrina Figuccia, Claudio Volante, Rosario Arcoleo e Giuseppina Russa, che parlano di oltraggio al pudore: "Abbiamo deciso di inoltrare subito una nota al Direttore della fondazione Manifesta Roberto Albergoni e all'assessore Andrea Cusumano perché secondo le nostre valutazioni, le immagini proposte al pubblico potrebbero rivelarsi offensive del pubblico pudore e comunque urtare la sensibilità di minori. Chiamerò il responsabile di Manifesta per richiedere nuovamente la presenza di un addetto". Alla domanda cosa risponde a chi la definisce in questo modo, Schicchi dice: "E' una forma d'arte, sulla quale personalmente ho dei dubbi, ma se Manifesta la propone avrà una valenza". "Ci piacerebbe inoltre conoscere e avere copia delle relazioni tecnico-artistiche che hanno motivato le scelte per l'inclusione dell'artista". "Si procederà - chiosa - a rafforzare tale sistema di informazione sul contenuto, così da rendere libero ciascuno di fruire o meno della video installazione".

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