Dl dignità: ok definitivo del Senato, è legge

Il Decreto Dignità è legge. E in Senato scatta la bagarre

Rispetto al testo originario, durante i lavori parlamentari sono stati apportati al Decreto alcuni emendamenti. "Chi non rispetta la legge si becca una multa pari a oltre il 20 per cento di quanto incassato". L'esonero contributivo medio ammonta a 2.650 euro. Ai contratti in essere queste novità si applicheranno solo a partire dal primo novembre.

Il bonus assunzioni resta fino al 2020 anche per gli under 35. Il decreto è ora legge dello Stato.

Una misura, quest'ultima, di tipo strutturale, che non deve quindi essere rinnovata di anno in anno.

L'incentivo si applica ai giovani che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato e che hanno meno di 35 anni nel 2018 e meno di 30 anni nel 2019. Condividendo l'importanza dell'obiettivo di lotta all'azzardopatia fissato dal Governo, le rappresentanze del mondo sportivo italiano hanno apprezzato la decisione del Parlamento di inserire in legge un impegno del Governo per una riforma complessiva in materia di giochi per eliminare i rischi connessi alla malattia da gioco d'azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell'erario derivanti dal gioco illegale. Ma, a differenza del passato, il lavoro domestico non viene escluso.

Nello specifico, 0,26 euro sono a carico del lavoratore. Inoltre, per qualsiasi impresa lavorino, pensionati, studenti, disoccupati e percettori di sostegno al reddito devono presentare all'Inps un'autocertificazione che attesti la loro appartenenza a tali categorie. I costi dei rinnovi, un'addizionale dello 0,5% interamente a carico del datore di lavoro, sono estesi anche ai contratti a termine in somministrazione, oggetto di un giro di vite che però non riguarderà i lavoratori portuali, per i quali non sono applicate neppure le altre norme, tra le quali la durata massima di 36 della somministrazione a termine. Ma già si attende una circolare chiarificatrice del ministero perché tra l'entrata in vigore del decreto e la sua conversione in legge - e con l'introduzione di un periodo transitorio - si è creata una situazione molto confusa, con quattro diversi regimi vigenti nel giro di pochi mesi.

Il testo dovrebbe contenere anche i dettami previsti dalla circolare esplicativa dell'Inps, l'Istituto previdenziale attuatore del decreto.

Fisco. Sei mesi in più per il debutto della fattura elettronica nei rifornimenti di carburante, che slitta a gennaio 2019.

In caso contrario, bisognerà attendere aprile o maggio del 2019 e l'emanazione di apposite circolari esplicative da parte dell'Inps.

Correlati:

Commenti