AVELLINO: anche il Tar dice no. Irpini fuori dal professionismo

Tar del Lazio respinge il ricorso dell'Avellino

Il primo commento a caldo dei legali, cui è stato appena notificato il responso del Tar del Lazio, fotografa la disperazione di centinaia di migliaia di persone: il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento con cui l'Avellino era stato escluso dalla Serie B, dunque da oggi gli irpini sono ufficialmente e definitivamente fuori dal calcio professionistico.

Come noto, gli avvocati del club, Lorenzo Lentini ed Edoardo Chiacchio, sono intenzionati anche a chiedere la riammissione della società in sovrannumero, con la B che diverrebbe a 23 squadre, opzione non contemplata da nessuna delle altri parte in causa.

E' finita. L'Avellino non parteciperà al prossimo campionato di Serie B, stagione 2018/2019. Allo stato nulla si sa delle intenzioni dei vertici del sodalizio irpino.

In mancanza, la società si vedrebbe costretta a depositare in tribunale i libri contabili e attendere il fallimento.

Col ricorso proposto - per il quale è stata fissata per la trattazione collegiale la Camera di consiglio del 13 settembre 2018 - si chiedeva l'annullamento del dispositivo 479/2018 del Collegio di garanzia dello sport presso il Coni con il quale il 31 luglio è stato respinto il ricorso proposto dall'Us Avellino contro il provvedimento del Commissario Figc 33 del 20 luglio 2018 di mancato rilascio della licenza nazionale 2017-2018 e di conseguente non ammissione della stessa società al campionato di Serie B per la stagione sportiva 2018-2019. Nessun comunicato e alcuna dichiarazione, al momento, trapela dall'entourage del presidente Taccone che insieme ad altri soci aveva rilevato l'Us Avellino nel 2009 dal fallimento della gestione affidata al presidente Massimo Pugliese. Possiamo annunciare che i dirigenti dell'Avellino hanno prontamente risposto alla nostra proposta ufficiale in cui chiedevamo un incontro per valutare se esistano le condizioni sia della cessione delle quote societarie, sia per sottoscrivere un accordo che permetterebbe di individuare sponsor di alto livello che promuoverebbero i propri brand sulle casacche della gloriosa società biancoverde.

Secondo il presidente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta "questa decisione del Tar Lazio non è né serena né equilibrata". Avellino condannato all'inferno per colpa di una fideiussione errata.

Correlati:

Commenti


Altre notizie