Un altro M5s dissente su proroga vaccini

Slitta obbligo vaccini per le scuole dell'infanzia

Il dissenso per il decreto Milleproroghe fa slittare di un anno l'obbligo vaccinale per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e ai nidi.

La senatrice M5S, che ha votato in dissenso dal gruppo, ha ricordato in aula i bambini immunodepressi che di fatto con questa decisione sono, come li ha definiti l'Istituto superiore di sanità, "a rischio di esclusione scolastica".

Si scosta dalla linea ufficiale del Movimento 5 Stelle anche il deputato Giorgio Trizzino, direttore dell'ospedale Civico di Palermo, contrario alla deroga per l'accesso alle scuole. "Non si ritenga - scrive su Facebook - che per garantire l'accesso a asili nido e materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull'obbligo a vaccinare i bambini". "Non si ritengano inutili le vaccinazioni in età neonatale".

"Prima di qualsiasi vincolo sociale bisogna che venga rispettato l'obbligo alla tutela della salute propria ed altrui".

Nelle settimane scorse la ministra della Salute, Giulia Grillo aveva emanato una circolare: questa prevede che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l'anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami. La posizione del parlamentare grillino è chiara.

Forse il gruppo dei dissidenti è destinato ad allargarsi, nonostante rimangano degli oppositori di ferro alla legge sui vaccini come la vicepresidente di Palazzo Madama Paola Taverna protagonista ieri di un vero e proprio show conclusosi, secondo le accuse del senatore Massimo Mallegni di Forza Italia, con un "vaffa..." rivolto ai colleghi dell'opposizione.

"Le malattie virali sono molto pericolose per i nostri figli e rappresentano un rischio supplementare che abbiamo il diritto di non correre, perché può essere facilmente evitato", scrivono preoccupate. Taverna nega ogni accusa, ma Casellati annuncia di voler rivedere il video dell'intervento della pentastellata: "E poi decideremo di coseguenza", minaccia la seconda carica dello Stato. "È chiaro che in un ambito di dialettica democratica si discute con tutti, però le decisioni e i decreti legge che, eventualmente, verranno messi in atto, saranno basati sull'evidenza scientifica, quindi ci saranno i vaccini obbligatori". O che con la scusa di una 'corretta informazione' sia ipotizzabile una qualsiasi forma di deroga sul tema dell'obbligo vaccinale" ha messo in chiaro Trizzino, concludendo: "Il mio ruolo di Direttore Sanitario e di igienista mi impone di avere una posizione chiara sul tema ed è quello che farò senza equivoci o fraintendimenti. "In questo modo viene meno il senso di comunità" ha detto in aula la dem Simona Malpezzi.

Ha dichiarato di rispettare la scelta del suo gruppo ma, "per storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi dal mio gruppo e esprimere un indignato voto contrario".

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