Food delivery, Foodora lascia l'Italia: "Mercato limitato e norme complicate"

Foodora lascia l’Italia ma anche Australia, Olanda e Francia

Gli operatori in questo mercato in Italia sono qualche decina e li ho incontrati e sentiti tutti.

Quando a giugno il leader M5s aveva convocato i maggiori player del settore, fu proprio l'amministratore delegato di Foodora, Gianluigi Cocco, a paventare in quel frangente un possibile abbandono del mercato italiano. Il governo ha ingaggiato le piattaforme di food delivery in una trattativa che dovrebbe condurre ad una regolazione più stringente sul piano delle tutele.

Foodora lascia l'Italia. E il tema su cui ha insistito sin da subito il ministro Luigi Di Maio facendo diventare, quello dei rider, l'argomento d'attualità dell'agenda politica dell'ultimo mese e mezzo, si incrina sui numeri.

La società tedesca Delivery Hero ha annunciato di cercare nuovi acquirenti per il suo marchio.

Proteste dei lavoratori di Foodora Foodora lascia l'Italia (ma anche l'Australia, l'Olanda e la Francia) per puntare sui mercati in maggiore crescita che garantiscono migliori condizioni di sviluppo.

"La strategia di Delivery Hero", ha detto Emanuel Pallua, il co-fondatore di Foodora, "è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera". E "in Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli". Mentre la parte sui rider è stata eliminata dal decreto dignità, approvato ieri alla Camera. Semplicemente l'Italia non è un mercato vantaggioso. Ma nonostante le difficoltà riscontrate negli ultimi mesi, le parole di Pallua filtrano ottimismo: "Siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora in Italia e questo annuncio non ha conseguenze sul servizio e sulle modalità con cui operiamo".

"Come primo atto da ministro - ricorda Di Maio - ho subito incontrato i riders e con loro abbiamo portato avanti un tavolo con i loro datori di lavoro, ossia le piattaforme digitali che si occupano di fare le consegne a domicilio". Divero i caso australiano dove, a partire dal 20 agosto, i rider di Foodora spariranno dalle strade. Infatti società Delivery Hero ha annunciato anche di non riuscire a raggiungere il break even a livello mensile entro il 2018 e quello annuale nel 2019. E il titolo ha già perso fino all'8% alla Borsa di Francoforte. "La nostra principale priorità è assciurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà".

Il Corriere della Sera scrive che la vendita non riguarderebbe il marchio, ma soltanto la base clienti e i contratti con i ristoranti.

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