Filippine, bimba italiana uccisa da una medusa

L’isola di Sabitang Laya nelle Filippine

E' un racconto straziante quello condiviso dalla mamma di Gaia Trimarchi, la bambina italiana di 7 anni morta nelle Filippine dopo essere stata punta da una 'cubomedusa'. Lei stava in un punto dove l' acqua è bassa, raccoglieva conchiglie, era una sua passione. Gaia mi chiedeva: "'Cosa mi sta succedendo?', io le ho risposto 'Vedrai, non ti succederà nulla', 'Per favore mamma, non portarmi più al mare', 'No, non succederà più', le ho detto". La piccola, figlia di un romano e di una filippina, era in vacanza con la famiglia sull'isola di Sabitang Laya. L'esemplare di medusa che ha colpito Gaia è uno tra i più velenosi: la sua pericolosità è dovuta alle migliaia di cellule velenifere che si trovano appunto lungo i tentacoli. "Diverso è il caso australiano, dove si sono registrate nel corso degli anni diverse vittime, tanto che sulle spiagge ci sono i cartelli che segnalano il pericolo - ha aggiunto il pediatra - Fra le reazioni alle meduse dei nostri mari non sono segnalati casi di mortalità, ma certo l'incontro può essere davvero molto doloroso". "Ho visto la parte superiore della gamba diventare viola", ha raccontato la madre. Letale sarebbe stata la puntura di una box jellyfish, una delle meduse più velenose e pericolose al mondo. Bisogna evitare di grattarsi o di strofinare la sabbia sulla parte colpita, ma anche di usare ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone, che non farebbero che peggiorare la situazione.

È stato fatale il contatto con la cubomedusa, una delle specie più velenose al mondo: può provocare spasmi, poi paralisi, arresto circolatorio e morte. Per gli esperti questo tipo di animale possiede sessanta tentacoli, ognuno dei quali con 500mila terminazioni velenose. La donna ha detto di aver subito rimosso i tentacoli e che la guida del tour e i barcaioli le hanno riferito che si trattava di una cubomedusa. Questa specia di medusa è piccola, trasparente e ha 4 lunghi tentacoli, non vive nei nostri mari. Molto urticante ma meno pericolosa delle "cugine" tropicali, i suoi effetti non possono essere paragonati a quelli letali che arrivano ad uccidere un uomo in pochi minuti.

La sostanza velenosa è ad azione rapida e può causare arresti cardiocircolatori nel giro di pochi minuti.

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