Le celle solari del futuro? Ispirate alla piramide di Cheope

Svelato il segreto della Piramide di Giza: concentra energia elettromagnetica

Una scoperta che permetterà di produrre nanoparticelle per sviluppare sensori e celle solari altamente efficienti?

Le celle solari del futuro si ispirano alla Piramide di Cheope: al di là delle leggende, la piramide di Giza è stata studiata con i metodi della fisica ed è emerso che riesce a concentrare l'energia elettromagnetica, e precisamente le onde radio, sia nelle camere interne sia nella base.

"Le piramidi egiziane hanno sempre attirato grande attenzione". E prosegue sulla metodologia della ricerca "A causa della mancanza di informazioni sulle proprietà fisiche della piramide, abbiamo dovuto formulare alcune ipotesi". Ad esempio, abbiamo assunto che non ci siano cavità sconosciute all'interno e che il materiale di costruzione con proprietà calcaree sia uniformemente distribuito dentro e fuori dalla piramide.

"Attraverso queste ipotesi, abbiamo ottenuto risultati interessanti che possono trovare importanti applicazioni pratiche".

Questo avviene, spiega Tullio Scopigno, fisico dell'università "La Sapienza" di Roma, perché "la lunghezza d'onda delle onde radio, compresa 200 e 600 metri, è in un certo rapporto rispetto alle dimensioni della piramide". Le quali ne includono due che si ritiene abbiano contenuto i resti del faraone Khufu e della moglie, così come una terza camera incompiuta che si trova sotto la base. Credono che sia altamente improbabile che gli antichi egizi sapessero qualcosa della scienza che stava dietro e non l'avrebbero costruita in questo modo deliberatamente.

Ora gli scienziati pianificano di utilizzare questi risultati per riprodurre effetti simili su scala nanometrica e un'altra autrice dello studio, Polina Kapitanova della Facoltà di fisica e Ingegneria della Itmo University. L'energia più alta può essere utilizzata per sviluppare celle solari estremamente sensibili o anche piccoli sensori.

Correlati:

Commenti