Nave italiana ha riportato migranti in Libia

Nave italiana soccorre i migranti e li riporta in Libia

"Tutto regolare", replicano i ministri Salvini e Toninelli e la Guardia costiera: "l'intervento è stato gestito in autonomia dai libici". Non lo ha fatto, ma la responsabilità primaria rimane di chi ha dato l'indicazione di andare in Libia. Lo denuncia l'esponente di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni che parla di "precedente gravissimo", nel caso venisse confermato. "Vale a dire dall'Eni". P.s. La Guardia Costiera italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni, come falsamente dichiarato da una Ong straniera e da un parlamentare di sinistra male informato.

Un avvenimento in netto contrasto con la legislazione internazionale che stabilisce che sia garantito il diritto d'asilo.

L'Eni "smentisce qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, gestita dalla Guardia Costiera Libica".

Asso ha recuperato i migranti e si è diretta verso il porto di Tripoli, dove li ha trasferiti a bordo di un battello libico, senza proteste ed incidenti.

Ma secondo Riccardo Gatti, le cose non sono state proprio così semplici: "Ci sono stati diversi gommoni da soccorrere, per uno dei quali ci è arrivato un messaggio non direttamente dalla guardia costiera italiana, ma da radio Malta, è una procedura standard". Fino al 2017 le operazioni sono state coordinate da Roma. Nel 2018 lo scenario cambia. Ma già che ci siamo, vorrei chiedere a Matteo Salvini se è in grado di rispondere a qualche domanda: "se l'indicazione al mercantile italiano non è arrivata dalla Guardia costiera italiana, da chi è arrivata?" "La barca battente bandiera italiana Asso Ventotto ha salvato 108 persone in acque internazionali e ora le sta deportando in Libia, un paese in cui i diritti umani non sono rispettati". E' quello che è avvenuto ieri.

Per la prima volta una nave italiana avrebbe riportato in Libia un centinaio di migranti soccorsi in mare.

Nave italiana soccorre e riporta in Libia 108 migranti. In caso contrario la responsabilità ricadrebbe tutta sul comandante, anche se mi sento di escludere che un comandante di una nave commerciale italiana non abbia chiamato il centro di soccorso italiano, sarebbe sorprendente e non avrebbe avuto senso. Sì perché la Ue pochi giorni fa ha ribadito che non riconosce la Libia come un porto sicuro e che quindi le navi europee non dovrebbero riportare lì gli immigrati soccorsi in mare. Invece che essere portati in Italia o in un altro "porto sicuro", come stabiliscono diverse norme internazionali, la Asso 28 ha riportato i migranti a Tripoli, in Libia, in chiara violazione del diritto internazionale.

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