Almeno 7 morti per gli incendi in California

Incendi in California, 9 dispersi, 38mila sgomberi

La California continua a bruciare. Le fiamme hanno già distrutto almeno 500 edifici, costringendo almeno 38.000 persone a lasciare le proprie abitazioni nei pressi di Redding, dove si trova l'incendio più devastante ed esteso.

Incendi che hanno causato anche la morte di una persona nella contea di Shasta, dove le fiamme sono letteralmente esplode nella notte di giovedì su venerdì. Il vento e le elevate temperature, in alcune aree fino a 45 gradi, stanno complicando il lavoro dei vigili del fuoco. Il governatore della California, Jerry Brown, giovedì ha introdotto lo stato di emergenza nelle contee di Shasta e Riverside.

L'incendio del nord della California è solo uno delle decine che stanno mettendo in ginocchio lo Stato (è stata colpita in parte anche la Napa Valley) e c'è un chiaro problema di mancanza di personale per far fronte alle emergenze su più fronti, con più di 607 chilometri quadrati in fiamme. "I venti, le alte temperature e la vegetazione secca hanno ancora il potenziale per alimentare la crescita del fuoco: la propagazione del fuoco è stata attiva in tutte le direzioni e ha fatto passi significativi", ha fatto sapere l'ente dello Stato che si occupa di proteggere dai roghi le foreste di proprietà pubblica e privata. Il più grande dei roghi che minacciano lo Stato occidentale è quasi raddoppiato, mentre un altro ha costretto migliaia di persone a fuggire e un terzo ha obbligato a disporre la chiusura parziale del famoso parco nazionale di Yosemite.

Solo nel nord della California sono impegnati 3'400 pompieri, che da lunedì scorso - quando le fiamme sono divampate per un guasto meccanico a un veicolo sulla Route 299 - lavorano ininterrottamente per evitare il peggio.

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