Allarme legionella: sono tre le vittime a Bresso

Bresso allarme legionella salgono a 33 le persone contagiate

Tre vittime e ventisette contagiati, è ancora allarme legionella.

I primi due casi letali si sono verificati in due anziani di 94 anni, già con difese immunitarie compromesse per l'età avanzata.

La ATS della Città Metropolitana di Milano ha svolto il campionamento ambientale in tutte le abitazioni dei casi segnalati, delle fontane e di altre aree sensibili. Si tratta di anziani, un uomo di 94 anni e due donne, un'altra di 94 anni e una di 84, ricoverati all'ospedale Bassini di Cinisello e quindi deceduti. In visita ai ricoverati al Niguarda, Stefano Buffagni, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Affari regionali e autonomie) di casa a Bresso, raccoglie i timori dei pazienti finiti in ospedale dopo avere contratto l'infezione a partire dal 10 luglio. Tra gli indiziati vi sono tutte le situazioni che comportano stagnazione, impianti vecchi, con incrostazioni, condizionatori di cui non è stata fatta una corretta manutenzione.

Purtroppo, il bilancio dell'emergenza legionella a Bresso nel milanese si è aggravato.

Il batterio si riproduce soprattutto in ambienti umidi e tiepidi o riscaldati, come i sistemi di tubature, i condensatori, le colonne di raffreddamento dell'acqua.

Il sindaco del Comune di Bresso ha stilato un decalogo per i cittadini, ribadito anche dall'assessore al welfare Gallera: "La legionella - ha illustrato- non si trasmette bevendo l'acqua, attraverso gli alimenti o con il contatto personale, ma per inalazione".

"E' in atto un' attività di verifica dei siti e delle abitazioni dove abitano le persone ammalatesi di legionella", spiega l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera - Si tratta di individuare la presenza attiva e lo sviluppo del batterio e di bonificare i luoghi interessati. Comune e Ats hanno incontrato gli amministratori di condominio, i medici di base e i commercianti che operano in settori esposti al rischio per sensibilizzare la popolazione sugli accorgimenti da prendere per ridurre la possibilità di infezione.

Si ricorda che la sanificazione (di fatto la disinfezione profonda) degli impianti idrici domestici (condominiali o appartamenti) deve essere fatta da imprese specializzate secondo le linee guida diffuse dal ministero della Sanità. Giorgio Ciconali, direttore del dipartimento di prevenzione, ha confermato che in una delle case dei contagiati è stato ritrovato, a seguito di campionamento, "il batterio in quantità significativa". L'importante, tuttavia, è evitare inutili allarmismi e seguire le indicazioni fornite dal vademecum distribuito dall'Amministrazione Comunale e dall'ATS. Non esiste rischio nell'acqua alimentare. "È raccomandabile inoltre non utilizzare acqua di rubinetto per gli apparecchi di aerosolterapia e ossigenoterapia".

Evitare l'utilizzo di vasche con idromassaggio.

Si sconsigliano diffusori a spruzzo per irrigare i giardini, così come di lasciare esposte al sole le canne d'irrigazione.

È un batterio di cui si conoscono più di 50 specie di cui la più pericolosa è la Legionella pneumophila.

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