Sergio Marchionne è morto

Causa morte Sergio Marchionne che malattia aveva e di cosa è morto

Marchionne, oltre quello di ad di Fca, ricopriva gli incarichi di presidente e amministratore delegato di Ferrari, e di presidente di CnhI.

E' morto a 66 anni a Zurigo, Sergio Marchionne, da fine giugno 2018 era ricoverato in Svizzera per un intervento chirurgico dal quale non si è mai ripreso. Il 26 giugno scorso la sua ultima apparizione pubblica, a Roma, in occasione della cerimonia per la consegna della Jeep Wrangler ai carabinieri. E' ovvio che non era certamente come Giovanni Agnelli, che aveva cuore torinese e quindi legato molto al nostro territorio, però ha cercato comunque di mantenere il più possibile una certa presenza, anche qualificata di industria qui a Torino. In quel momento le azioni valgono poco meno di 2,50 euro, ma la notizia della nomina di Marchionne suscita subito grande entusiasmo nel mercato, e la prima seduta dopo l'annuncio si chiude con un +4,6 per cento. È stato il suo ultimo saluto, per molti aspetti simbolico, la chiusura del cerchio di un'esperienza umana e professionale.

Dieci giorni fa si era aggravato per quelle che fonti ospedaliere hanno definito "complicanze postoperatorie".

Attorno alla causa di morte di Marchionne ci sono varie dicerie. La redazione esprime le proprie condoglianze alla compagna Manuela e ai figli Alessio Giacomo e Johnatan Tyler.

In Fiat-Chrysler dunque è subentrato come amministratore delegato il britannico Mike Manley, mentre la carica in Ferrari è passata a carica a Louis Carey Camilleri, con John Elkann presidente di entrambe le aziende. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge. "Ci Manchi, ci mancherai", scrive Ginevra Elkann.(ANSA). Descrisse così nel 2011 i suoi inizi: "Quando ho iniziato l'università, in Canada, ho scelto filosofia". Prima ha esercitato come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile diplomato. "Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato". Non tutte le aziende possono trasformarsi in una multinazionale globale, per questo aver strumentalizzato la sua azione è stato sbagliato sia per il mondo del lavoro che per il mondo politico. Non accadde. Tra le sue frasi più celebri: "La leadership non è anarchia". Sempre in volo tra l'Europa, l'America e il Brasile, resistente al fuso orario, lavoratore infaticabile, Marchionne è convinto della necessità di un consolidamento nell'auto, "settore a metà strada dal paradiso e solo un miglio fuori dall'inferno", ma il tentativo di accordo con General Motors, fallisce per l'opposizione dell'ad Mary Barra. "Non si può ridurre tutto in poche parole - afferma -".

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