FCA non era a conoscenza delle condizioni di salute di Sergio Marchionne

È morto Sergio Marchionne

E Zurigo, che voleva uscire di scena dopo il tragico epilogo di questa vicenda aziendale, economico-finanziaria, internazionale e insieme mistery e nazional-popolare, attira di nuovo su di sé i riflettori mediatici che notoriamente non le piacciono.

"Marchionne si curava da noi da oltre un anno per una grave malattia" e "siamo ricorsi a tutti i trattamenti più all'avanguardia" recita il comunicato, che non specifica di quale male soffrisse il manager italo-canadese. "Ne siamo estremamente dispiaciuti ed esprimiamo alla famiglia le nostre sentite condoglianze".

Anche nello stabilimento Fca di Melfi, in provincia di Potenza, dove si produce Jeep Renegade e 500X, sono stati osservati dieci minuti di stop per ricordare Marchionne. L'amministratore delegato, che aveva salvato la Fiat dalla bancarotta quando è subentrato nel 2004 e poi è andato a salvare Chrysler mettendo insieme le due società, era così importante che il rapporto annuale del gruppo includeva una divulgazione del rischio su Marchionne. La famiglia di Marchionne ha confermato che la compagnia non è stata informata delle sue condizioni fino alla fine della scorsa settimana, quando all'azienda è stato notificato che non sarebbe tornato al lavoro. Un modo, con ogni probabilità, più per proteggere Fca che per proteggere se stesso. Quello che era certo è che il Presidente della Ferrari versava in condizioni di salute molto gravi. Non voleva spaventare il suo mondo lavorativo e terremotare troppo la Borsa?

Come mai un manager di così alto livello ha tenuto nascoste alla sua azienda informazioni di salute così importanti.

E' una delle tre ipotesi, assieme a Canada, dove Marchionne ha vissuto la gioventù, e Zurigo, dove risiedeva adesso. Ossia sostituirlo a causa delle terribile situazione intervenuta durante l'operazione o nella fase successiva. Ci si potrebbe scrivere un libro. "Poi ci siamo dati appuntamento per le vacanze - aggiunge - c'era un progetto per riunire tutta la famiglia". Da lì, il ricovero in terapia intensiva.

Come spesso capita, il silenzio amplifica anche i rumori e le voci più flebili.

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