Allarme legionella in Lombardia Tre vittime contagiate in ospedale

Lombardia: 14 casi di legionella a Bresso, attivata task force

Allarme Legionella a Milano, già 2 vittime e 17 casi accertati nella zona di Bresso. L'anziana aveva 84 anni ed era ricoverata all'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano), dove sono avvenuti gli altri due decessi.

A confermare - ieri - la situazione "complicata" e "critica" è stato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera che ha spiegato che è stata attivata una task-force. Gallera ha comunque affermato che la Regione Lombardia ha messo in piedi una task force per il pericolo Legionella, per cercare di circoscrivere il fenomeno evitando così una possibile epidemia.

Il dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell'Ats di Milano ha avviato le indagini per accertare le fonti di contagio. Intanto il Comune di Bresso guidato dal sindaco Simone Cairo ha attivato un tavolo di lavoro con gli amministratori dei condomini nei quali si sono verificati i casi di legionellosi per concordare gli interventi di sanificazione e bonifica necessari. "Abbiamo coinvolto - ha continuato l'assessore - anche i medici di medicina generale per identificare precocemente eventuali ulteriori casi sospetti e procedere tempestivamente alla diagnosi". "Dunque per evitare il contagio è molto importante pulire i filtri dei rubinetti, lasciare scorrere l'acqua e aprire le finestre quando si fa una doccia calda e pulire molto bene i bacini d'acqua stagnante", ma anche evitare l'utilizzo di vasche idromassaggio e, all'esterno delle abitazioni, stare lontani dalle fonti di acqua vaporizzata, come irrigatori automatici o fontane.

La legionellosi, spiega l'Iss, "pone un serio problema di salute pubblica, perché costituisce un elemento di rischio in tutte le situazioni in cui le persone sono riunite in uno stesso ambiente, come case di cura, ospedali, piscine e terme e altri luoghi pubblici, in cui è in funzione un sistema di condizionamento, umidificazione, trattamento dell'aria o ricircolarizzazione delle acque". Nella forma febbrile minore, causa febbre e dolori muscolari ma non polmonite e i sintomi si riducono nel giro di pochi giorni.

La procura di Milano apre una inchiesta ma "non si tratta di una emergenza". Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano ha voluto, però, precisare che "non si tratta di un'emergenza, anche se chiaramente sul fatto che si ripresenti ciclicamente a Bresso faremo verifiche". Un'inchiesta su alcuni casi a Bresso tra il 2014 e il 2015 venne aperta e poi archiviata.

"Di solito viene fatta in pronto soccorso, grazie a un rapido test delle urine simile a quello usato per determinare lo stato di gravidanza: è positivo se nelle urine del paziente vengono riscontrati degli antigeni, ossia degli anticorpi, specifici della legionellosi".

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