Uscita dall’euro, Savona rilancia: "Piano B serve, non dipende solo da noi"

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Inoltre, "se alla Bce non viene consentito un pieno e autonomo esercizio della funzione di svolgere le funzioni di lender of last resort, prestatore di ultima istanza, indispensabile per una banca centrale, i mercati monetari e finanziari dell'Eurozona, in particolare i debiti sovrani, restano esposti ad attacchi speculativi di diversa origine senza che essa possa agire in contrasto".

E ha annunciato: "Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro". Quanto alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina Savona si è limitato a dire: "Dal momento che sono stato delegittimato dai media ho cercato legittimazione democratica".

"L'Italia non intende uscire dall'euro e intende rispettare gli impegni fiscali" sono affermazioni che "hanno rassicurato i mercati, ma lo spread resta elevato per via del nostro debito pubblico, ma anche per come il governo intende realizzare il programma, soprattutto flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero" ha spiegato Savona. "Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evento".

C'è "la necessità di collegare istituzioni e politiche", ha sottolineato Savona. "Se la Bce non ha compiti pieni sui cambi, ogni azione esterna che tocchi il dollaro Usa o anche altre valute, si riflette sull'euro senza che l'Ue abbia strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto. La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza, non alla normalità ma al cigno nero". "E l'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa". A tutto questo si aggiunge ora anche lo scontro tra Luigi di Maio e Paolo Savona sull'uscita dell'Italia dall'euro.

Per Bce statuto come banche centrali Per Savone "occorre attribuire alla Bce uno statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilità e di crescita si integrino e gli strumenti siano i più ampi possibile e possano essere esercitati in piena autonomia". "Non ha alcun senso un piano B. Ha senso un piano di riforme europee che parta da una nuova stagione riformista per l'Europa che metta al centro il lavoro, la competitività delle imprese in Europa", ha aggiunto.

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