Dazi Dazi, nuova bordata Usa, la Cina avverte: vi sparate sui piedi

La guerra commerciale è ufficialmente iniziata

La Cina, infatti, ha alzato i dazi su beni importati dall'America per un totale di 34 miliardi di dollari; tra questi, anche i veicoli, con dazi aumentati dal 15 al 40%. Si tratta di misure del valore di 34 miliardi di dollari, prima tranche di un'azione preliminare da 50 miliardi. I 28 hanno dato il loro via libera alla proposta della Commissione, che verso metà luglio adotterà nel dettaglio il provvedimento che prevede un sistema di limitazioni, tra quote e dazi, alle importazioni nell'Ue per fare in modo che queste continuino a rispecchiare i flussi commerciali storici. Nei giorni scorsi Trump ha minacciato di rispondere a eventuali rappresaglie di Pechino con ulteriori dazi che potrebbero colpire sino a 500 miliardi di dollari di merci cinesi. Il ministro del Tesoro Mnuchin spera di usarla solo per convincere Pechino a riequilibrare il deficit, senza danneggiare la buona crescita economica, che a giugno ha creato 213.000 posti di lavoro negli Usa. E poi ancora, - "La maggioranza dei paesi concorda sul fatto che devono cambiare, ma nessuno lo ha mai chiesto". E scattano le contro-misure di Pechino da 34 miliardi sull'importazione di beni Usa. Anche Canada, Messico e Unione Europea sono stati colpiti dai dazi americani e, di conseguenza, hanno introdotto dazi di ritorsione contro gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero del Commercio cinese, Gao Feng, ha avvertito che i nuovi dazi Usa danneggeranno le catene logistiche internazionali.

La crisi sta diventando globale, perché nel frattempo Trump ha imposto dazi anche contro i tradizionali alleati europei. Danno stimato in oltre 537 milioni di dollari, ossia l'importo dati dai dazi addizionali che gli importatori russi sono obbligati a pagare.

La risposta della Cina non si è fatta attendere. La Cina "costretta" a imporre tasse aggiuntive del 25% su 545 prodotti Usa dello stesso valore, compresi soya, automobili, frutti di mare, altri prodotti agricoli. Una guerra commerciale "non e' di beneficio a nessuno", ha dichiarato il premier in visita ufficiale in Bulgaria per partecipare al vertice dei 16+1, ovvero i sedici Paesi dell'Europa centrale e orientale piu' la Cina, che si tiene annualmente.

Secondo gli Stati Uniti, le tattiche della Cina consistono nel richiedere alle società straniere tecnologia in cambio dell'accesso al vasto mercato cinese.

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