Salvini chiude i porti italiani alle navi militari europee

Matteo Salvini sul tema migranti

La nave con i migranti soccorsi dalla missione Eunavformed è stata accolta ieri sera a Messina da centinaia di persone con le magliette rosse, che aderivano all'iniziativa promossa da Libera, Anpi, Arci e Legambiente a favore dell'accoglienza. L'operazione di salvataggio capitolata nel capoluogo siciliano ha condotto in territorio italiano circa 106 profughi, tra questi si contano 93 uomini, 11 minori e due donne (una di queste in dolce attesa).

Dopo lo sbarco di 106 migranti salvati da un'imbarcazione irlandese, Matteo Salvini interviene proponendo la chiusura dei porti alle navi militari.

Centosei migranti, in larga parte di nazionalità sudanese, sono sbarcati nella notte al molo Marconi del porto di Messina. "Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo - ha detto il vicepremier leghista -". "Lo sbarco di ieri sera a Messina - fanno sapere dal Viminale - e' frutto di vecchi accordi, eredita' dell'operazione Sophia che va certamente modificata". "Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà", spiega il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini che la prossima settimana parteciperà al primo vertice dei ministri degli interni Ue nel corso del semestre a presidenza austriaca. La polemica prosegue anche per la presenza di manifestanti italiani in maglia rossa sul luogo dello sbarco, pronti ad accogliere i carichi umani provenienti dalle acque del Mediterraneo. Il primo soccorso è avvenuto in zona Sar libica nella notte fra il 4 e il 5 luglio, poche ore dopo che il gommone era partito da Garabulli. Ricordiamo che le nuove norme che regolano operazioni simili seguono l'interpretazione del "porto più sicuro"(e di conseguenza il più vicino) o dell'attribuzione dei clandestini al paese la cui bandiera è issata sulle navi che finalizzano il salvataggio. Ce lo impone folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto interessi Italia. Rispettiamo regola, ma ora va cambiata. Al momento Grecia e Italia restano i principali punti di approdo per i migranti, ma in netta diminuzione negli ultimi due anni: Atene, che nel 2015 aveva ricevuto 900mila migranti, dopo l'accordo con la Turchia ne ha visti arrivare l'anno scorso appena 42mila. "Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue".

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