Maglietta rossa pro migranti, l'appello di Don Ciotti

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Chi ha criminalizzato le Ong impedendo loro di operare e si è affidato a un non-stato come la Libia dove comandando le milizie e, all'interno delle milizie, comandano i cartelli criminali.
Così la Guardia Costiera libica, stranamente, arriva sempre a naufragio avvenuto a fare la cosa dei dispersi (centinaia) e raccogliere i pochi sopravvissuti.
Ma no si è razzisti e xenofobi fino in fondo se non di deride la sofferenza: "Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi.". Ma la polemica si allarga per i redattori di Rainews 24 che indossano le magliette rosse. Ma l'iniziativa #magliettarossa, lanciata oggi da Libera, con il suo rigurgito di solidarietà contro i respingimenti ha anche generato polemiche e proteste: all'ironia del ministro Salvini, che ha detto di non avere magliette di quel colore, ha risposto proprio il fondatore dell'associazione antimafia don Ciotti, offrendosi di portarle al Viminale. "In tantissimi hanno aderito e risposto all'iniziativa per ricordare i tanti bambini migranti morti in mare e, in generale, di chi ha perso la vita nelle traversate", continua. Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l'indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l'altro giorno davanti alle coste libiche.

"Non possiamo tacere di fronte alla decisione di questo Governo di lasciar morire persone in mare.Mostrare i muscoli sulla pelle dei disperati e dei più deboli è un atto meschino ed è necessario far sentire la nostra voce - afferma il segretario territoriale del Pd forlivese Valentina Ancarani -". Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e l'assessore alla Cittadinanza sociale, Giuseppe Mattina, indosseranno, con un giorno di anticipo, le magliette rosse, simbolo dell'iniziativa a sostegno dei migranti.

"Un Paese colorato di magliette rosse, da quota 2000 del rifugio Gran Paradiso all'isola di Lampedusa passando per i campi di formazione sui beni confiscati di Libera alla Goletta Verde di Legambiente in navigazione verso la Campania", si legge in comunicato dell'associazione Libera. "Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura" insiste Libera.

L' appello è stato sottoscritto dalla presidente nazionale Anpi, Carla Nespolo, dal presidente di Libera e del gruppo Abele don Luigi Ciotti, dalla presidente nazionale Arci Francesca Chiavacci, dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e dal giornalista Francesco Viviano. L'Europa moderna non è questa. Un gesto che, nell'intento degli organizzatori, dovrebbe rappresentare il "mettersi nei panni degli altri, cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell'umanità".

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