Istat su Italia: povertà in aumento rispetto allo scorso anno

Istat su Italia

Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia. In base alla strategia Europa 2020 - si legge nel rapporto - l'Italia dovrebbe far uscire 2,2 milioni di persone dalla condizione di povertà ed esclusione sociale, rispetto al valore registrato nel 2008 (15.082.000 individui pari al 25,5% della popolazione residente): l'obiettivo è, quindi, quello di ridurre a 12.882.000 unità le persone in questa condizione entro il 2020. Il risultato? I nostri connazionali sono sempre più a rischio povertà o esclusione sociale.

La povertà di reddito riguarda il 20,6% della popolazione (in aumento rispetto al 19,9% del 2015), la grave deprivazione materiale il 12,1% (dall'11,5%) mentre la quota di chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa è del 12,8% (dall'11,7% del 2015). Nel Mezzogiorno è a rischio di povertà o esclusione sociale quasi la metà degli individui (46,9%) contro uno ogni cinque del Nord (19,4%).

Secondo un' indagine dell'Istat sono oltre 18 milioni gli individui a rischio povertà in Italia: questo triste dato è relativo all'anno 2017 e supera quello precedentemente pubblicato relativo all'anno 2016.

L'ultima stima ufficiale del governo indica una crescita dell'1,5% nel 2018 ma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha avvertito che si stanno palesando rischi di revisione al ribasso.

ABBANDONO SCOLASTICO IN CALO- Va meglio, per fortuna, sul fronte dell'istruzione. Il tasso di abbandono scolastico precoce è infatti sceso, nel 2016, al 13,8%, rimanendo pressappoco invariato nel 2017.

Dal 2004 e' in costante diminuzione il tasso standardizzato di mortalita' tra 30-69 anni per tumori maligni, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche, soprattutto tra gli uomini, che tuttavia ancora presentano tassi del 70% piu' alti rispetto alle donne.

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