Helena Janeczek e l'importanza dello Strega

Strega, vince Janeczek: «Non passino altri 15 anni prima della vittoria di una donna»

Ieri nello splendido scenario di Villa Giulia a Roma il più ambito premio letterario italiano ha visto sul podio una donna: Helena Janeczek, per lei 196 voti con il suo romanzo "La ragazza con la Leica" (pubblicato da Guanda).

Ecco chi sono state le vincitrici: Elsa Morante, "L'isola di Arturo" (1957); Natalia Ginzburg, "Lessico famigliare" (1963); Anna Maria Ortese, "Poveri e semplici" (1967); Lalla Romano, "Le parole tra noi leggere" (1969); Fausta Cialente, "Le quattro ragazze Wieselberger" (1976); Maria Bellonci, "Rinascimento privato" (1986); Mariateresa Di Lascia, "Passaggio in ombra" (1995); Dacia Maraini, "Buio" (1999); Margaret Mazzantini, "Non ti muovere" (2002); Melania Mazzucco, "Vita" (2003). Tre elementi allora distinguono il primo posto di questo Strega: una scrittrice, la casa editrice (Guanda non aveva mai vinto), una vicenda che rimanda alla guerra per la libertà contro i fascismi.

Un tripudio di applausi e felicità al tavolo del Gruppo Gems per il quale, da quando si è costituito, è la prima vittoria del Premio Strega. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia.

Helena Janeczek durante la cerimonia di premiazione.

Una grande figura legata alla fotografia (ma non solo a questo, come si scoprirà nel libro) e una grande storia che si può anche approfondire attraverso il sito della scrittrice dove sono contenuti altri testi, musiche, filmati storici e fotografie. Perché le storie che si raccontano nei romanzi, anche in romanzi a sfondo storico come questi, sono quelle che poi ci sfiorano ogni giorno in metropolitana, oppure quando guardiamo una rivista, un film in tv, e magari non riconosciamo la citazione. Il quarto posto è andato a Carlo D'Amicis, autore de "Il gioco", romanzo Mondadori, che ha ottenuto 57 voti. Un romanzo scabroso, escluso dallo Strega Giovani, che, attraverso l'espediente narrativo di tre interviste realizzate da uno scrittore, racconta le vite di tre personaggi: la moglie, il marito e l'altro.

Infine, ha concluso: "È bene che continui ad esserci un'attenzione sulle donne". E così, in una delle stagioni più tristi e dolorose della nostra storia recente, mentre si parla di chiusura dei porti e delle frontiere e l'Europa rischia di andare in frantumi, ecco che un prestigioso premio letterario ritrova la sua importanza, il suo significato originario e diremmo la sua grandezza. Lasciando da parte un attimo i contenuti dei libri appena citati, sarà molto importante comprendere come deciderà di muoversi il gruppo editoriale italiano più importante, Mondadori, che nel corso delle ultime edizioni ha monopolizzato la vittoria del Premio. Il libro ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima.

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