Ministro Tria: "La crescita può rallentare, ma per quest'anno nessuna manovra correttiva"

Giovanni Tria

"Il Governo si adopererà per ottenere dall'Europa e da questo Parlamento gli spazi necessari per attuare le misure previste dal programma", garantendo allo stesso tempo che "non si abbia nessuna inversione di tendenza nel percorso strutturale" necessaria per "rafforzare la fiducia degli investitori internazionali" ha affermato Tria, aggiungendo poi che "serve un'azione immediata che dia il senso della svolta" sugli investimenti, "altrimenti sarà difficile contrattare in Europa" visto che "per anni si è chiesta flessibilità per gli investimenti e poi si è fatto il contrario".

La scuola dei neokeynesiani, cui appartiene Tria, tra l'altro declinabile in una miriade di sfumature, rappresenta l'ala più ortodossa nelle scienze economiche e forse più coerente anche con il profilo politico conservatore e di destra del ministro. Di conseguenza, "abbiamo avviato un dialogo con la Commissione europea nell'intento di fissare un obiettivo di deficit più coerente con l'obiettivo del governo di favorire crescita e occupazione".

Il ministro dell'Economia aveva già detto una cosa simile un mese fa, nella sua prima intervista ufficiale, data al Corriere della Sera. "Non puntiamo al rilancio della crescita tramite deficit spending". Il quotidiano Il Foglio ha spesso ironizzato sulle posizioni di Tria, sostenendo che con la sua prudenza è di fatto l'unica opposizione efficace all'attuale governo (proprio sul Foglio Tria ha tenuto per anni una rubrica di economia). In questi giorni, però, i giornali stanno iniziando a riportare i primi segni di insofferenza. In dialetto Ciceri e tria, una ricetta antica, citata addirittura da Orazio nel 35 a.c.Il ministro Tria ha ben altre ricette da gestire: deve, come da mandato discusso e accettato, accrescere il reddito dei tanti italiani indigenti e tagliare le tasse, ormai giunte a livello di guardia, la principale zavorra della nostra economia. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria illustrando le linee programmatiche del Mef davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato a Montecitorio.

Problema coperture? Tria non si è mostrato particolarmente preoccupato. Nell'intervista pubblicata oggi da Bloomberg, Tria ha ripetuto le sue assicurazioni sulla tenuta del deficit, ma ha aggiunto che nella prossima manovra ci saranno anche sgravi fiscali e una forma di reddito minimo.

Ma, a differenza dei seguaci del padre della macroeconomia, i neokeynesiani asseriscono che, in un contesto di crescita limitata, la mancanza di investimenti privati può essere compensata (non sostituita completamente) da investimenti pubblici che, dando potere d'acquisto alle famiglie, stimolando il consumo, riaccendendo le prospettive di profitto delle imprese riportano la macchina dell'economia sulla giusta carreggiata. È membro del comitato scientifico della Fondazione Magna Carta, che si ispira ai principi del conservatorismo britannico, è stato collaboratore di diversi ministri durante i governi Berlusconi e in particolare di Renato Brunetta, che nel 2009 lo mise in una squadra con il giornalista Oscar Giannino per elaborare il programma di Forza Italia per le Europee del 2009.

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