Epatite C: sulla buona strada per l' eliminazione del virus

Virus epatite C

Per farlo si utilizza la metafora del viaggio, a bordo di un van in giro per l'Italia. A diffondere tali dati l'Istituto superiore di sanità che ha riassunto in una nota lo studio pubblicato sulla rivista Live international condotto da Iss - Piter Piattaforma Italiana per lo studio delle terapie dell'epatite virale, Aifa e Center for Disease Analysis (CDA, Colorado, USA). Secondo la tabella di marcia imposta dall'Organizzazione mondiale della Sanità per l'eliminazione del virus, l'Italia è avanti di otto anni e raggiungerà la diminuzione del 65% delle morti causate da epatite C entro il 2022. Molte sono le persone che pure avendo contratto l'infezione non presentano sintomi, che se non sottoposte a vigilanza potrebbero restare nell'anonimato e sviluppare una patologia. Una notizia che ovviamente porta ad inorgoglire la sfera sanitaria nostrana nonché un traguardo che sarà possibile raggiungere "grazie a un approccio universalistico e solidale unico al mondo, considerando oltretutto il significativo numero dei casi". Proseguendo di questo passo, dunque, entro il 2030 si potrà assistere all'eliminazione definitiva del virus e l'Italia potrebbe ricoprire un record importante, ovvero essere uno dei primi Paesi a sconfiggere l'epatite C. Per riuscirci, tuttavia, occorre individuare tutti i soggetti che non sanno di aver contratto l'infezione e aumentare il numero dei trattamenti. "Trattare tutti i pazienti con infezione cronica da HCV (indipendentemente dal danno epatico) produrrà importanti guadagni, in termini di salute delle persone con questa infezione, ma anche in termini di riduzione dei costi diretti e indiretti attesi da parte del Servizio Sanitario Nazionale", ha spiegato Mario Melazzini, direttore generale dell'Aifa. "Questo studio è di supporto nel realizzare l'ulteriore obiettivo che si è posto l'AIFA, quello di mantenere un più alto numero di trattamenti annuali anti-HCV, tra l'altro richiesto dal Piano Nazionale Epatiti, al fine di raggiungere l'eliminazione dell'HCV in Italia". I pazienti diagnosticati con HCV rappresentano infatti solo la parte visibile dell'iceberg dei pazienti infetti. Secondo la ricerca, però, ora sono necessari degli screening mirati per eliminare completamente il virus.

Gli screening dovranno concentrarsi su classi di popolazione con probabilità maggiori di aver contratto l'Hcv e categorie ad alto rischio. La coorte PITER è considerata un campione rappresentativo di pazienti che non hanno restrizioni di accesso al trattamento e che godono dei criteri di rimborso del sistema sanitario.

Correlati:

Commenti


Altre notizie