Oms: "La transessualità non è più nella lista delle malattie mentali"

Il simbolo dell'Organizzazione mondiale della sanità. Credit Fabrice COFFRINI

A riferirlo è stata l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che ha appena inserito la dipendenza da videogame nella sua ultima e undicesima versione dell'International Classification of Diseases (Icd), la classificazione internazionale delle malattie, considerandola quindi ufficialmente come una patologia. Un segnale assai importante che attesta, ancor di più, la criticità di una situazione decisamente sottovalutata fino a questo momento.

"L'Icd è un punto di riferimento globale in sanità, è la base per identificare trend e statistiche di salute in tutto il mondo e con le sue circa 55mila voci fornisce un linguaggio comune che consente agli operatori sanitari, a qualunque latitudine, di condividere informazioni mediche", spiega l'Oms. A tal proposito, l'ente internazionale si è espresse con queste parole: "chi soffre di Gaming Disorder hacomportamenti continui e ricorrenti che prendono il sopravvento su altri interessi della vita".

Luxuria esulta. "Finalmente una bella notizia che aspettavamo da tempo: dopo tanti appelli e battaglie l'Organizzazione mondiale della sanità ha tolto la transessualità dal manuale delle malattie mentali". Cosa ne pensate della presa di posizione dell'OMS?

Tra le altre caratteristiche della patologia, ha spiegato Vladimir Poznyak del dipartimento per la salute mentale dell'Oms durante una conferenza stampa, c'è "il fatto che anche quando si manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli" e "il fatto che portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari".

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