Mondiali 2018, Iran senza scarpini per colpa di Trump

Iran i giocatori comprano gli scarpini in un negozio

Così, capita che per motivi puramente politici ed economici, di certo extracalcistici, le tensioni internazionali tra Stati Uniti e Iran si ripercuotano su quest'ultimo, la cui nazionale - regolarmente qualificatasi al torneo in Russia - non potrà godere della fornitura tecnica del suo sponsor, la Nike, causa un embargo da parte del presidente Trump nei confronti di Teheran, successivo all'uscita degli Usa dall'accordo sul nucleare. A due giorni dall'esordio nel Mondiale russo, venerdì a San Pietroburgo contro il Marocco, la nazionale dell'Iran continua ad avere il problema degli scarpini. Nessun prodotto su misura come i colleghi delle altre nazionali, ma ciò che offrono i negozi: prodotti commerciali.

I giocatori finiscono per abituarsi alla propria attrezzatura sportiva e non è giusto cambiarla meno di una settimana prima di partite così importanti.

"Problemi seri per l'Iran alla vigilia del via al Mondiale". Il ct del 'Team Melli', il portoghese Carlos Queiroz, ha reagito con rabbia definendo "ingiusta e dannosa" la decisione di Nike.

Già nel 2014, in occasione della Coppa del Mondo, l'Iran era sotto l'egida delle sanzioni imposte da Obama, poi tolte in seguito all'accordo nucleare, ma allora il rifornimento alla squadra che partecipò alla Coppa del Mondo fu garantito. Sorpresa la reazione della Federazione iraniana, che ha invitato l'azienda a spiegare meglio le ragioni dell'azione.

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