Braccio di ferro sui migranti "L'Italia comincia a dire No"

Migranti

"Ora continuiamo a lavorare per cambiare davvero il Regolamento di Dublino".

È questo uno dei punti salienti della denuncia che Leoluca Orlando ha presentato a dicembre dello scorso anno alla Corte penale internazionale, al Parlamento europeo e alla Procura nazionale antimafia contro i comportamenti tenuti dalla UE nella gestione delle politiche migratorie e di accoglienza. Per il leader della Lega "alzare la voce paga" ha spiegato in una conferenza stampa trasmessa live su Facebook "una cosa che l'Italia non faceva da anni". Abbiamo aperto un tema di discussione a livello continentale. "Si tratta di una questione europea". "Mi piacerebbe che Malta si assumesse le sue responsabilità, che la Francia e la Gran Bretagna fossero coinvolte", ha aggiunto. Strappi e spallate che stanno ad indicare che la ruspa non è in garage e che hanno anche creato qualche preoccupazione nelle ovattate stanze del Viminale, abituate allo stile opposto di comunicazione del precedente inquilino, Marco Minniti. "L'Unione Europea non può andare avanti a buon cuore, contiamo su un nuovo inizio". È quanto scrive su Twitter il premier maltese Joseph Muscat. E seppur "l'Italia non va lasciata sola", per il deputato "oggi più che mai non servono drammatici braccio di ferro tra Paesi ma soluzioni coordinate", perché "chiudere i porti in questo modo può portare solo a gravi rischi umanitari". Con la Spagna che ha espresso una solidarietà tutta "socialista" prima nei confronti dei migranti, poi dell'Italia. "Lavoriamo a garanzia dei rifugiati veri".

Mentre le tribune del web erano intente a giocare la partita del "porto chiuso sì, porto chiuso no", il cinguettio del ministro dell'Interno impone quella che probabilmente sarà la linea politica sull'accoglienza di questo mandato. È una notizia importante perché segna un punto di svolta. C'è chi, tra i sostenitori della politica di rigidità di Salvini e del Governo, ha scritto in favore della chiusura dei porti con l'ashtag #salvininonmollare. Sono diversi gli articoli che disciplinano il comportamento di una nave e dei rispettivi comandanti a fronte di situazioni in cui è necessario prestare soccorso. E il primo Paese negli ultimi anni è sempre stato l'Italia.

La posizione del governo italiano sui migranti "è da vomitare": lo ha detto il portavoce del partito di maggioranza francese La République En Marche del presidente Emmanuel Macron, Gabriel Attal, intervistato dalla tv Public Sénat.

La Convenzione di AmburgoLa Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo, nota anche con l'acronimo di SAR (firmata 1979 ma entrato in vigore nel 1985) toglie ogni ombra di dubbio, asserendo che: "Tutti i soggetti, pubblici o privati informati di avaria o difficoltà per imbarcazioni o persone in mare, devono intervenire quando ci siano vite in pericolo". E' ora di dire basta. Diritti, doveri e anche la solidarietà vanno condivisi.

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