Novità Pensioni: Quota 100 e Ape Chi ci Rimette?

Pensioni ultime notizie importi più bassi con i prossimi coefficienti

Ma cosa accade, nei fatti? Sono il 24 per cento del totale, un pensionato su quattro.

"I coefficienti di trasformazione sono valori che concorrono al calcolo della pensione con metodo contributivo". Moltiplicando questa cifra per il montante contributivo si conosce la differenza in negativo che subiranno le pensioni, pari a 228 euro annui.

E conclude: "Tagliare le pensioni d'oro non deve essere una mossa propagandistica: se si applicasse la flat tax, ai pensionati più ricchi, si restituirebbe molto più di quello che si dichiara di voler togliere". Come non si faccia sapere troppo in giro che non è per nulla vero che tutti i tipi di reddito e guadagno sono in Italia egualmente strizzati dalla tasse.

Le considerazioni che si potrebbero fare al riguardo sarebbero diverse ma innanzi tutto sarebbe opportuno che il Governo precisasse le sue reali intenzioni, ad iniziare dai provvedimenti che intende inserire nella prossima legge di bilancio. "Quanto alla crescita della speranza di vita viene considerato uno scenario medio". Un ventenne potrà staccare a 61 anni e 4 mesi, cioè cinque anni e mesi prima dei 66 e dieci richiesti con le regole attuali.

62 anni: divisore 20,878; coefficiente 4,79%. La pensione si ridurrà da 1.308 per gli uomini e 1.255 per le donne a 1.147 euro per entrambi i sessi. In una lunga intervista al Corriere della Sera, Tria sembra aver voluto chiarire come la parola d'ordine quando si parla di pensioni sia "cautela".

In prima battuta, l'APE volontario, a carico dei cittadini, con la sua variante aziendale che consente di anticipare la percezione di una parte della pensione di vecchiaia per un massimo di 3 anni e 7 mesi che comporta extra costi di natura creditizia e assicurativa e chiuderà la propria sperimentazione al 31 dicembre 2019.

Il perno di questa riforma strutturale dovrebbe essere la flessibilità in uscita, che si può conseguire attivando più strumenti, in particolare dando al lavoratore la possibilità di poter scegliere quando andare in pensione, partendo dai 62 anni, considerando che ormai la quota contributiva è diventata prevalente nella posizione previdenziale e quindi il rendimento pensionistico è commisurato alla permanenza in attività.

Secondo il sito delle piccole-medie imprese pmi.it, il problema di fondo delle due misure previdenziali allo studio (quota 100 e 41 anni di contributi) è che l'investimento nelle attuali pensioni anticipate ridurrebbe all'osso il futuro assegno pensionistico per le future generazioni. "Tra i casi simulati - ad avviso del dottor Carbone di Progetica - l'unica eccezione riguarda i lavoratori che hanno iniziato a contribuire dal 1996 in poi".

Nel caso della pensione anticipata, invece, bisogna fare un distinguo tra uomini e donne: per il 2018, i primi raggiungeranno la pensione a 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre le donne dovranno versare 41 anni e 10 mesi.

Questi coefficienti variano in base all'età del lavoratore al momento di andare in pensione, tra i 57 e i 71 anni e saranno più alti quanto maggiore è l'età del dipendente.

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