Bulgaria, la mucca Penka può tornare in Europa, non sarà abbattuta

Bulgaria: la mucca Penka non sarà abbattuta

Uno spettro con le corna si aggira per l'Europa: è lo spettro di Penka: la mucca bulgara divenuta in questi giorni simbolo dell'Europa che molti non vogliono, protagonista inconsapevole di polemiche politiche, intrappolata in una bolla spazio-burocratica come il Tom Hanks protagonista di "The Terminal" di Steven Spielberg.

Penka si è staccata dal suo gruppo il 12 maggio scorso, lasciando il villaggio di Kopilovtsi, non lontano dal confine della Bulgaria con la Serbia.

A suo favore si è mosso anche Paul McCartney.

Penka, che sarebbe anche incinta, è di proprietà dell'agricoltore bulgaro Ivan Haralampyev (nella foto sopra con Penka) e ha attraversato da sola la frontiera senza che i doganieri bulgari lo impedissero, ed è stata poi ritrovata da un altro allevatore nel primo paesino serbo dopo il confine, Bosilegrad. Per salvarla è stata lanciata una petizione #savePenka. L'eurodeputato conservatore ed euroscettico John Flack ha 'preso la mucca per le corna´, scrivendo addirittura una lettera al premier bulgaro, Boyko Borissov, e al presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, perorando la clemenza per Penka, vittima dell'eurocrazia.

"Non creiamo panico su Penka, perché l'animale è solo in quarantena per verificare che stia bene", ha detto una portavoce della Commissione Ue.

Penka rischia la macellazione, nonostante sia anche incinta. A due settimane dalla scomparsa, il distratto proprietario di Penka è stato contattato dalle autorità serbe per andare a riprendersi la mucca.

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