Scontro Usa-Canada dopo il G7, Trump toglie la firma dal documento finale

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A tarda serata una tenue schiarita fra le parti che però non risolve del tutto le tensioni fra gli Usa e l'Unione europea. Così il padrone di casa del G7 Justin Trudeau ha "bacchettato" a distanza il presidente Usa Donald Trump, giunto in ritardo ai lavori di apertura della seconda giornata di G7 sulla parità di genere. Donald Trump è raffigurato a cavalcioni di una palla per la demolizione degli edifici: l'obiettivo è frantumare le istituzioni internazionali, il multilateralismo e le vecchie regole per costruire al loro posto una nuova geopolitica dove l'America rimane vincitrice.

Trudeau, durante la sua conferenza stampa a Charlevoix ha criticato duramente i dazi su acciaio e alluminio decisi da Trump contro Canada, Messico ed Europa. "È un insulto", ha detto Trudeau, ricordando che il suo paese e gli Stati Uniti sono partner, alleati, amici, insomma non certo un pericolo per la sicurezza della nazione americana: e ha annunciato che davanti alla mossa trumpiana il Canada non subirà in silenzio. "I nostri dazi sono in risposta ai suoi dazi del 270% sui latticini". Di sicuro nell'inquadratura finale del meeting in Canada non ci sarà Trump che se ne va quasi subito per concentrarsi sul summit con il leader nordcoreano Kim jong un a Singapore.

A questo punto torna l'incertezza tra i Paesi del G7, che nei due giorni di vertice avevano raggiunto un'intesa precaria per combattere il protezionismo e riformare il commercio mondiale. E con la rottura consumata da Trump nulla per ora potrà essere più come prima. E aveva marcato la provocatoria proposta di trasformare il G7 in una zona a barriere e sussidi zero.

E' poi arivata la presa di posizione sul ritorno della Russia nel G8, caldeggiato ieri da Donald Trump. Il Cancelliere tedesco Angela Merkel da parte sua aveva parlato di passi avanti ma sottolineato come le divergenze fossero ancora da risolvere.

Il comunicato finale del G7, concordato in extremis dopo negoziati ad oltranza proseguiti anche nella notte, è di otto pagine e ha cercato di mettere in secondo piano le polemiche. Ha tenuto conto delle obiezioni statunitensi sul cambiamento climatico già emerse al precedente summit di Taormina, lasciando fuori la Casa Bianca da impegni sull'ambiente. "Faremo del nostro meglio per ridurre le barriere tariffarie, le barriere non tariffarie e le sovvenzioni".

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