Austria: imam via, moschee chiuse

Heinz-Peter Bader  Reuters

Il ministro dell'Interno Herbert Kickl, che è proprio dell'FPÖ, è sceso poi più nei dettagli: saranno espulsi fino a 60 fra imam finanziati dalla Turchia e loro familiari, e sono 150 in totale le persone che rischiano di perdere il diritto alla residenza. Nel mirino della cancelleria sono finite 4 moschee viennesi, 2 in Alta Austria e una in Carinzia. Ibrahim Kalin, il portavoce di Erdogan, ha accusato su Twitter il governo austriaco di voler "trarre vantaggi politici colpendo le comunità musulmane". "Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un Paese va allontanato" Una delle moschee dell'Atib, Unione turco-islamica per la collaborazione culturale e sociale in Austria, colpita dal provvedimento di chiusura del governo di Vienna è stata recentemente al centro di polemiche per un video che mostra bambini in tenuta da guerra. Il cancelliere Kurz ha sostenuto che "in Austria non c'è spazio per società parallele e radicalizzazioni".

L'Austria affonda la sua lama contro "l'islam politico". Questa la reazione dell'Austria ai sospetti di finanziamento illecito dall'estero e violazione della legge sull'Islam. Lo scrive il ministro dell'Interno Matteo Salvini su Twitter dopo commentando l'annuncio dell'Austria."Spero già la prossima settimana - aggiunge - di incontrare il collega ministro austriaco per confrontarci su linee d'azione". "I passi per normalizzare l'islamofobia e il razzismo vanno respinti in ogni circostanza".

In particolare sono emerse immagini, riprese dalla stampa, di bambini vestiti da soldati che avevano messo in scena in una delle principali moschee di Vienna la battaglia di Gallipoli che vide la vittoria dell'Impero ottomano (1915 - 1916).

La decisione di chiudere alcune moschee e di ritirare diversi permessi di soggiorno è legata ad un'inchiesta del settimanale Falter, che ha fatto molto discutere. Intanto il dibattito è aperto, e c'è chi ha messo in guardia da un provvedimento che non risolverebbe il problema: si potrebbe produrre addirittura l'effetto opposto, dando la sensazione di una persecuzione dallo Stato, che spinge all'estremismo, ha spiegato il politologo Thomas Schmiedinger a der Standard. "Ma cosa c'entra questo indottrinamento con la religione e la libertà di culto?".

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