Assemblea generale Confcommercio: Giovanni Acampora incontra Di Maio e Salvini

Tony Gentile  Reuters

Oggi in confcommercio, il ministro dello sviluppo economico e del lavoro Di Maio, ha dichiarato che non vi sarà alcun aumento dell'IVA confermando anche l'abolizione in tempi non troppo sospetti dello spesometro e del redditometro che hanno messo in ginocchio il mondo e lo spirito imprenditoriale nostrano rendendolo schiavo del potere e costretto a produrre a valore 0.

Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro, ha parlato anche degli interventi che intende mettere in campo sul fronte del lavoro. "Invertiremo - spiega Di Maio - l'onere della, siete tutti onesti fino a prova contrario".

Sono molti i punti di convergenza tra la relazione all'assemblea del presidente di Confcommercio e quella già tenuta dal presidente di Confindustria "a partire dalla centralità del lavoro e delle infrastrutture".

"Le tasse portano via il 62% delle entrate di un'impresa".

Tipicamente però quando Di Maio parla di questioni che riguardano altri ministeri o l'intero governo, come appunto gli aumenti Iva (che attengono alla politica fiscale) è molto netto e deciso, mentre quando viene interpellato su questioni per le quali ha piena competenza ministeriale, come il futuro dell'Ilva, ecco che diventa fumoso, generico, difensivo, si tiene sul vago, rimanda a decisioni future da prendere lontano dai riflettori e, in modo rivelatorio, dice che si tratta di decisioni da prendere "non davanti alle telecamere, non facendoci un'intervista, perché sono dossier aperti da trattare con senso di responsabilità senza farci campagna elettorale sopra". È insufficiente. Talmente esigua da restare nel recinto delle statistiche, perchè incapace di dare calore e fiducia alle attese di famiglie e imprese. Dobbiamo trasformare l'attuale ripresa in una crescita concreta e duratura, da collocare tra il 2 e il 2,5% annuo. "Non è possibile che contro le nostre imprese, per recuperare un'immagine calcistica, ci sia anche il pressing serrato delle tasse locali, dove il tridente d'attacco è Imu-Tasi-Tari", dice. Per il tema fisco, invece, serve un percorso concreto e paziente di riordino, semplificazione e soprattutto riduzione della tassazione, che ha come precondizioni il recupero dell'evasione e dell'elusione, e una coraggiosa spending review. "Ecco - ha sottolineato il ministro - io penso che per queste persone, che non appartengono a professioni regolate da una contrattazione collettiva nazionale, vada garantito un salario minimo finche' non si arriva ad una contrattazione nazionale anche per loro". "Chi sta raccontando l'idea che questo sia il governo del no alle infrastrutture sbaglia", ha proseguito il vice premier.

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