La Bce si prepara a chiudere il quantitative easing

Fonte Financial Times

Nel corso della sessione di trading di questa mattina l'euro si è mosso in prossimità dei massimi delle ultime due settimane contro molte valute rivali; cresce il numero di coloro che puntano su un imminente annuncio da parte della Banca centrale europea di un percorso di riduzione dell'imponente programma di acquisto titoli.

L'euro è la seconda valuta al mondo.

Per Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Bce, "non è una sorpresa che da qualche tempo i mercati si aspettino che gli acquisti netti di titoli finiscano entro il 2018".

Il ruolo dell'euro come seconda valuta internazionale si è stabilizzato nel 2017 e nel complesso resta senza concorrenti come seconda valuta più importante nel sistema monetario internazionale, ha proseguito l'ex governatore della Banca d'Italia. Tutt'altro, dunque, che la fuga dei grandi investitori ipotizzata fino a ieri da alcuni commentatori internazionali di fronte a una divisa unica scesa la scorsa settimana fino sotto gli 1,16 dollari.

Il suo valore - aggiunge Draghi come a ribattere alle allusioni della Casa Bianca di manipolazione valutaria - "è determinato dal mercato" e "l'Eurosistema non ostacola e non promuove l'uso" della moneta unica.

Sui mercati torna la tensione nel giorno della fiducia al Senato per il neo-premier Giuseppe Conte: diversi osservatori sui mercati sono preoccupati per le coperture dei numerosi provvedimenti del programma. Lo spread risale a 240 e la Borsa di Milano è la peggiore fra le europee a -1,18%.

"Non pensiamo che la BCE sia disposta perdere la flessibilità e lo spazio di manovra garantito dal QE in un momento in cui i rischi ribassisti per l'outlook economico sono cresciuti e i rischi politici (sia dall'Italia che, più avanti nel corso dell'anno, dalla Gran Bretagna) potrebbero facilmente riemergere", ha commentato Carsten Brzeski, analista di ING.

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