Astori non sarebbe morto nel sonno. La perizia: non fu bradiaritmia

Tragedia Astori la perizia non morì nel sonno

In un primo momento, secondo le prime ipotesi dei medici a seguito dell'autopsia, sembrava si fosse trattato di una bradiaritmia, cioè - in estrema sintesi - di un rallentamento graduale del battito del cuore fino al decesso, arrivato presumibilmente nel sonno.

Il servizio del tg di Videolina.

I magistrati di Udine dunque ora hanno girato tutti gli atti alla procura di Firenze che si occuperà delle indagini. Se un compagno di squadra fosse stato con lui avrebbe potuto dare l'allarme e forse avrebbe potuto salvarlo. Dalla perizia si deduce che l'episodio di tachiaritmia che ha portato via Davide Astori, non si sarebbe mai manifestato prima non facendo palesare la patologia. "Era sereno, gentile, allegro, come sempre", aveva detto in lacrime Marco Sportiello, il portiere della Fiorentina con il quale aveva giocato alla playstation fino alle 23. La mattina dopo era poi avvenuta la tragica quanto insopportabile scoperta.

"Non posso anticipare nulla". Posso solo dire che sul caso è aperto un fascicolo a carico di ignoti. La collega sta studiando il documento. Viene alla mente la tragedia di un altro calciatore, Piermario Morosini, morto sul campo nel 2012 per una "cardiomiopatia aritmogena".

Una perizia effettuata sulla sua morte però ha riaperto il caso.

Tra qualche settimana, a conclusione di questo lavoro, la società viola e i genitori di Davide Astori comunicheranno dove sarà spostato il Muro. Astori era solito indossarla in virtù della sua ammirazione per Alessandro Nesta.

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