Obbligo POS senza sanzioni

Pos, stop alle sanzioni per chi non accetta i pagamenti con carte

Il Consiglio di Stato, dunque, nel suo parere, chiesto dal Ministero dello sviluppo economico ha bocciato lo schema di decreto del Mise, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in cui sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino a 30 euro per i commercianti e professionisti che non accetta pagamenti con carte di credito, di debito e prepagate. In estrema sintesi, secondo il Consiglio di Stato, non è corretto che a individuare le sanzioni sia un regolamento, in quanto mancano criteri direttivi, stabiliti dalla norma primaria, ossia da una legge, in base ai quali lo stesso Dm possa determinare l'entità delle sanzioni.

A differenza del pagamento in contanti infatti quello elettronico è sempre tracciabile: ma la questione non è così semplice.

L'obbligo di accettare pagamenti elettronici era stato introdotto nel 2012 dal Governo Monti con il decreto Crescita.

In effetti, dati della Banca d'Italia, nel nostro Paese sono circa 2 milioni e mezzo gli apparecchi per l'accettazione dei pagamenti elettronici, contro i 2 milioni e centomila del Regno Unito, il milione e mezzo della Francia e della Spagna ed il milione e centomila della Germania. Ma il problema è che vengono usati poco, come dimostrano i dati Bankitalia che confermano appena 1373 operazioni registrate per ogni dispositivo, evidenziando ancora una volta come gli italiani continuano a preferire i contanti. Un decimo rispetto all'Olanda e addirittura meno di una singola città come Londra (7mila) o Parigi (6mila).

Non può essere un regolamento a stabilire l'entità delle multe da applicare a esercenti e professionisti che non accettano pagamenti con moneta elettronica. Nello specifico, l'articolo 693 del Codice penale, che regola il rifiuto di accettare monete con corso legale: in questi casi scatta una sanzione di 30 euro.

"L'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico".

Conseguentemente, in caso di violazione dell'obbligo di accettazione dei pagamenti con carta di debito e carta di credito troverebbe applicazione la sanzione di euro 30 come rivalutata per effetto degli articoli 38, primo comma, 113 primo comma, e 114, primo comma, della legge 24 novembre 1981, ente. 689.

"Tali finalità impongono comunque la individuazione di una sanzione quale conseguenza di inadempimento di un obbligo legittimamente imposto ai soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, obbligo, che, si ripete per chiarezza, ha attinenza alla regolazione del mercato e non della moneta".

Se non fosse che il richiamo all'articolo 693 non risulta "condivisibile sul versante strettamente giuridico". 23 della Costituzione il quale prevede che "nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge".

Nonostante il provvedimento del Consiglio di Stato, è importante sottolineare che il POS resta obbligatorio.

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