La Spagna alle donne: sono 11 nel nuovo governo Sanchez

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Undici è il numero delle ministre presenti nel governo formato in Spagna dal neo premier socialista Pedro Sanchez. È la prima volta che accade nel Paese così come in numerosi governi d'Europa. Ma, come i baschi del Pnv (5 seggi), i separatisti catalani si aspettano che Sanchez ripaghi loro un debito di riconoscenza.

Una predominanza femminile cui molti ministri hanno fatto riferimento durante la cerimonia davanti al re Felipe VI. Il record in precedenza apparteneva al finlandese Matti Vanhanen che nel 2007 aveva scelto dodici ministre su un totale di 19. Pure quello, unico, di vicepresidente: è una donna e si chiama Carmen Calvo, ex ministro della Cultura con Zapatero, femminista dichiarata e anche ministra dell'Uguaglianza (le Pari Opportunità italiane, assenti nell'esecutivo gialloverde). Sanchez ha promesso di aprire colloqui con il nuovo governo locale della prospera regione nord-orientale, ma ha detto che qualsiasi soluzione deve rientrare nella Costituzione spagnola, che definisce la nazione "indivisibile" e afferma che la sovranità nazionale risiede nel Parlamento con sede a Madrid. Un'ulteriore contrapposizione all'esecutivo italiano.

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