Intossicazione alimentare a Pescara: colpa di un batterio della carne

Intossicazione alunni Pescara ancora nessuna certezza su origine del contagio

Pescara. Individuato il germe responsabile della tossinfezione alimentare che ha interessato oltre 130 persone di cui almeno 126 bambini delle scuole dell'infanzia e elementari di Pescara: si tratta, secondo le prime informazioni, del batterio Campylobacter, tra le malattie batteriche gastrointestinali più diffuse al mondo e che da 10 anni ha registrato un incremento. Sulla vicenda la procura di Pescara ha aperto un fascicolo contro ignoti.

Nella nota, la Cir Food scrive inoltre che "giornate di lunedì 4 e martedì 5 giugno, dal centro di cottura "Giardino" e dal centro di cottura "Carducci" sono stati prelevati dagli Organi Ufficiali di Controllo dei campioni di acqua di rubinetto, dei pasti-campione rappresentativi della produzione della settimana antecedente, oltre a varie materie prime utilizzate per la preparazione, che sono stati inviati per analisi all'Istituto Zooprofilattico di Teramo". Vista l'ordinanza del Comune di Pescara del 5 Ottobre 2017, in cui, recentemente, si è vietato l'utilizzo dell'acqua destinata al consumo umano (per usi potabili, per l'incorporazione negli alimenti e come bevanda) per le utenze in distribuzione nel plesso scolastico di Via Cerulli e nel plesso scolastico di Via di Sotto nella città di Pescara, è ragionevole pensare che episodi epidemici dell'infezione rilevata non siano da associare ai cibi somministrati dalla Società.

Risultano ancora ricoverati 11 bambini e "l'evoluzione della sintomatologia si dimostra perfettamente rispondente alle terapie adottate".

Per evitare possibili nuove intossicazioni il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, ha sospeso con apposita ordinanza il servizio di mensa in tutte le scuole comunali. Il provvedimento resta in vigore finché non sarà individuato con certezza il cibo contaminato. Per questo, Asl e carabinieri hanno ispezionato il centro cottura che serve le mense delle scuole del capoluogo adriatico, sequestrando cibi e campioni.

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