Chi è Giulia Grillo, nuova ministra della Salute

È Giulia Grillo il nuovo Ministro della Salute: ecco come la pensa su vaccini, liste d'attesa e intramoenia

Come nuovo ministro della Salute è stata scelta una figura di grande rilievo a livello curriculare.

Dopo l'annuncio del suo nome come ministro della Salute del nuovo governo, due state le reazioni principali: chi le scrive chiedendole l'abolizione della legge sull'obbligo vaccinale, la 119 del 2017, e chi ci tiene a fargli avere il proprio in bocca al lupo sperando che il futuro della sanità nazionale possa essere più splendente dell'attuale.

"Come medico e cittadina farò ogni sforzo per restituire dignità a un comparto che nel corso degli anni è stato pesantemente definanziato".

Per affrontarle ed iniziare davvero a risolverle, riteniamo particolarmente cogenti, come abbiamo sottolineato più volte, effettuare una seria ricognizione - disciplina per disciplina - dei reali fabbisogni di medici ospedalieri, commisurati agli effettivi carichi di lavoro, adeguare le programmazioni formative specialistiche in coerenza con i risultati di questa ricognizione, e - assumendo il personale che serve dove serve - riportare, almeno negli ospedali pubblici, certi contratti di lavoro quantomeno fantasiosi all'unico rapporto di lavoro che in ospedale deve ritenersi legittimo, vale a dire il CCNL del pubblico impiego come Dirigenti Medici, un CCNL il cui rinnovo giace peraltro irrisolto da oltre otto anni.

Detto questo, conosciamola meglio.

Roma, 1 giu. (AdnKronos Salute) - Siciliana, classe 1975, professione medico legale. Ha depositato 4 proposte di legge e 213 atti di indirizzo e controllo alla Camera.

Alle elezioni politiche italiane del 2018 si aggiudica il seggio alla Camera spettante al collegio di Acireale ottenendo 69.001 voti (46,28%), battendo il deputato uscente del centrodestra Basilio Catanoso (35,38%). Bisognerà vedere ora come questa dichiarazione di intenti si tradurrà nella pratica.

Per la gestione del suo dicastero, la Grillo ha in programma, tra gli altri, la difesa del Sistema Sanitario Nazionale (SSN); la riduzione delle liste di attesa; la valorizzazione dell'assistenza territoriale (tutte le prestazioni preventive, mediche, infermieristiche, palliative, sociali e riabilitative, ...); snellire l'accesso alle cure di tipo universalistico ed equo.

"Tutto questo e molto altro dovrà avvenire con la collaborazione di tutti quanti gli attori della sanità che vogliano mettere a disposizione le loro competenze al servizio della collettività avendo a cuore il bene comune sempre al di sopra dell'interesse particolare, di un singolo o di un gruppo di individui".

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