Milano, riceve un rene da donatore anonimo: è salvo

Bologna mamma di ottant'anni dona un rene alla figlia malata

Il ricevente non potrà mai sapere, secondo la legge, chi gli ha fatto il dono di una parte di sè. P.R.

Un gesto rarissimo e quasi scioccante per l'altruismo e la generosità che denota: donare un organo del proprio corpo in anonimato, forse per salvare un perfetto sconosciuto.

Ha donato un suo rene a una persona a lui completamente sconosciuta, salvandogli la vita. "Non è frequente che a 80 anni si doni un rene, l'età del donatore è una variabile importante ed è un intervento delicato", è questo quanto dichiarato dal chirurgo Matteo Ravaioli che hai seguito insieme al suo staff il trapianto Aggiungendo che casi come questa nel nostro paese Sono davvero molto pochi.

Il rene è arrivato al Policlinico alle 13:22 con una Lamborghini della Polizia Stradale, e il trapianto è iniziato subito dopo. La moglie non ha potuto donargli un rene perché è risultata incompatibile, ma la donazione samaritana ha permesso di 'sbloccare' la situazione.

Un uomo di quarant'anni, affetto da insufficienza renale cronica, è stato salvato da un donatore "samaritano". L'organo è stato prelevato da Mariano Ferraresso, direttore dell'Unità operativa Trapianti di rene dell'Irccs di via Sforza.

Diversi studi scientifici, infatti, dimostrerebbero una migliore sopravvivenza del rene trapiantato da donatore vivente rispetto a quello proveniente da un donatore cadavere.

"Il trapianto da donatore vivente, di cui la donazione samaritana è un caso particolare, - ha spiegato il medico - rappresenta oggi una valida possibilità terapeutica all'insufficienza renale cronica. Un ulteriore vantaggio è quello di offrire la possibilità di ridurre o addirittura evitare la dialisi, che influenza in maniera negativa sia la sopravvivenza dei pazienti sia la durata dei reni trapiantati".

Purtroppo, nonostante siano numerosi i centri autorizzati a questo intervento, "in Italia il trapianto da donatore vivente rappresenta oggi meno del 10% dei trapianti eseguiti ogni anno", osserva Ferraresso, precisando tuttavia che "recentemente qualcosa si sta muovendo grazie all'impegno del Centro nazionale trapianti, del Nord Italia Transplant Program e della Regione Lombardia, che hanno messo la donazione da vivente tra le loro priorità".

La donazione sembra essere la prima avvenuta da samaritano nell'anno 2018, ma è il sesto caso che si verifica dall'aprile del 2015. Ne sono poi seguite un'altra nel luglio 2016 e ben tre nel 2017 fino a arrivare a quella in questione, il primo caso del 2018.

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