Pene ricostruito usando l'avambraccio: l'incredibile intervento alle Molinette

Amputato per un tumore pene, ricostruito con lembo del braccio

Purtroppo, come abbiamo visto, il paziente parecchi anni fa fu diagnosticato un tumore al pene e le condizioni in cui si presentava l'organo hanno portato i medici a fare la scelta drastica dell'amputazione, seguita poi da un ciclo di chemioterapia grazie al quale l'uomo è riuscito a sconfiggere il cancro. Alla visita urologica la lesione risulta sospetta per un tumore infiltrante del pene.

Senza pene, amputato a causa di un tumore, un paziente di 45 anni è stato sottoposto alla ricostruzione totale dell'organo sessuale con un lembo microchirurgico prelevato dall'avambraccio sinistro.

La storia è cominciata quando gli era stata diagnosticata la malattia, che aveva colpito anche i linfonodi inguinali conosciuto anche come tumore al pene. Passano cinque anni, il paziente è completamente guarito, ma la sua virilità è ormai decisamente compromessa. Una volta alla Clinica Urologica universitaria dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretta dal professor Paolo Gontero), l'uomo viene sottoposto ad un delicatissimo intervento di ricostruzione totale del pene con un lembo microrchirugico prelevato da avambraccio sinistro: l'intervento, della durata di circa 8 ore, viene eseguito dalla équipe ricostruttiva genitale del professor Paolo Gontero (Marco Falcone e Massimiliano Timpano) e dal microchirurgo (Davide Ciclamini). Decide quindi di mettersi alla ricerca di un centro italiano che possa dare una risposta a questo problema, ricostruendo il genitale amputato. Tra alcuni mesi gli verrà impiantata una protesi idraulica del pene, che gli permetterà di avere di nuovo una vita sessuale attiva.

I dettagli dell'incredibile intervento, la cui tecnica è stata messa a punto dai medici italiani assieme ai colleghi dell'autorevole Istituto di Urologia di Londra, saranno presentati in seno al Meeting internazionale di chirurgia genitale, ricostruttiva e robotica, organizzato nel capoluogo piemontese dall'Urologia universitaria delle Molinette.

Il trattamento deve essere pertanto integrato, finalizzato in primis a guarire il tumore, ma con l'obiettivo non meno importante di ricostruire in un secondo tempo le mutilazioni genitali derivate dai necessari trattamenti demolitivi.

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