Mps, il contratto M5S-Lega affossa il titolo. Padoan: risparmi a rischio

Claudio Borghi:

Una frase che il respondabile economico della Lega, Claudio Borghi, ha poi spiegato a Reuters significare che lo stato non uscirà per il momento dal capitale della banca senese e bloccherà la chiusura delle filiali, prevista dal piano che stava iniziando a dare i primi risultati col ritorno a un utile nei primi tre mesi dell'anno, al fine di garantire un servizio ai cittadini. Il cambio di governance di Mps, ha aggiunto, "non entra nel contratto" di governo fra Lega e Cinque Stelle, "ma è abbastanza probabile, quasi naturale pensarlo". Una promessa di cambiamento che ai mercati non sembra per ora rassicurante. La linea del 'servizio' citata nel contratto è "abbandonare l'idea di farci i profitti vendendola a chissacchì", ma mantenerla "come patrimonio del Paese". "Ma è inutile metterlo nel contratto".

Proprio l'andamento del titolo di Mps è oggetto di un durissimo intervento del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, che imputa esplicitamente il forte ribasso alle anticipazioni del "contratto" Lega-M5S e alle dichiarazioni dell'on. Si tratta, ha aggiunto Padoan, di "un fatto molto grave che mette a repentaglio l'investimento effettuato con risorse pubbliche. Ho il dovere di ricordare a tutti gli attori politici che la fiducia si costruisce poco per volta, progressivamente, ma basta poco per distruggerla, tirandosi dietro i risparmi degli italiani che a parole si vorrebbero tutelare". Nel 2017 abbiamo avviato un piano sostenibile che ha posto le basi per un rilancio duraturo. "Gli azionisti hanno assoluta libertà di decidere e valutare quello che ritengono più opportuno fare", ha affermato l'amministratore delegato Marco Morelli, secondo cui un'eventuale partecipazione del Monte al risiko bancario "fa parte di una valutazione più ampia, che la banca e i suoi azionisti dovranno comunque fare in futuro".

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