Morto imprenditore diamanti indagato, ipotesi suicidio

Manager di diamanti indagato trovato morto a Reggio Emilia

A ottobre, le sanzioni dell'Antitrust per oltre 15 milioni complessivi (di due milioni la sanzione per la Idb).

L'imprenditore Claudio Giacobazzi, 65 anni, amministratore delegato della Intermarket Diamond business di Milano, società attiva nella vendita delle pietre preziose per investimenti attraverso le banche, è stato trovato morto lunedì pomeriggio in una camera d'hotel a Reggio Emilia, non lontano dal casello dell'A1. Proprio quest'inchiesta e la pressione che ne è derivata potrebbero avere a che fare con la morte dell'imprenditore: il cadavere di Giacobazzi è stato infatti trovato sul letto con un sacchetto di plastica intorno alla testa.

Le pietre, secondo le accuse, sarebbero state vendute a un prezzo superiore a quello reale a migliaia di famiglie, soprattutto tra Reggio Emilia e Modena.

L'imprenditore era indagato da parte della procura di Milano anche in un'intricata vicenda testamentaria che lo aveva portato al vertice della Idb.

Claudio Giacobazzi, re dei diamanti trovato morto a Reggio Emilia: suicidio? Nessun segno di violenza, solo una lettera di commiato che avvalora le tesi del gesto volontario. La procura ha comunque disposto l'autopsia, di modo da dissipare qualsiasi dubbio. Le circostanze rendono necessario l'ulteriore esame per poter poi consegnare la salma alla famiglia, che abita nel piccolo borgo restaurato alle Strette di Casoletta, a Vezzano, sulla statale 63, un buen retiro per Giacobazzi e la moglie, amanti della collina che contorna Reggio Emilia e precede i monti dell'Appennino.

"Le cause delle morte - ha spiegato l'avvocato Boccardi - non sono state ancora accertate compiutamente". Un caso del quale si erano recentemente occupate anche Le Iene. Poche settimane fa una troupe della trasmissione tivù Le Iene aveva raggiunto Giacobazzi nel vecchio mulino di campagna rimesso a nuovo.

Sul decesso di Giacobazzi sta indagando la procura della città emiliana.

Il gip ha posto sotto sequestro preventivo un controvalore di circa 70 milioni di euro.

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