Morte di Tito Traversa, due anni all'accompagnatore

Tito Traversa era una promessa del free climbing internazionale il migliore della sua generazione

Mi e' rimasta la grande amarezza di non aver sentito nessuno, se non il signor Paglioli (produttore di parte dell'attrezzatura utilizzata da Tito ndr) dire "mi spiace di non aver fatto di piu per evitare la morte di Tito". Aveva invece chiesto l'assoluzione del titolare del Bside, in quanto la gita non era stata organizzata direttamente dalla scuola ma da Galizia. Il bambino, 12 anni, promessa dell'arrampicata, cadde da una falesia francese di Orpierre nel 2013. Secondo il giudice Iannibelli, si tratta dell'istruttore di arrampicata, Nicola Galizia, condannato a due anni di carcere. Come accertato dalle indagini, infatti, Tito è caduto nel vuoto perché gli otto rinvii (i moschettoni con asola che tengono la corda a cui si lega l'arrampicatore) erano stati montati male e avevano ceduto uno dopo l'altro. In un ultimo gesto di generosità, i genitori decisero di donare i suoi organi per salvare altre vite.

Dopo la lettura della sentenza, il padre del ragazzino, Giovanni Traversa, ha dichiarato che il figlio "è morto a causa di un concatenarsi di responsabilità di cui solo una parte è stata dichiarata con la sentenza odierna".

"Mancano all'appello tutta una serie di responsabili, che grazie ad una serie di fattori non sono stato sinora presi in considerazione dalla giustizia".

Moschettoni che erano stati montati male da una compagna di corso del 13enne e che l'istruttore non aveva controllato.

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